La solidarietà fatta per amore
In una sua lettera padre Pietro Uccelli scrive sul valore della “carità cristiana”, che lui chiama ancora “elemosina” e che oggi si definisce meglio come “solidarietà”. Nella lettera troviamo anche le ragioni per le continue opere di misericordia praticate dal servo di Dio in tutta la sua vita. E cita i grandi padri della chiesa: sant’Agostino e san Crisostomo, vissuti a cavallo tra il IV e il V secolo dell’era cristiana.
“Dio dice: «Dammi poco e io ti darò molto». Che sarà di chi ha dato moltissimo? Risponde san Crisostomo dicendo che gli uomini danno l’uno per cento e Dio dà il cento per uno! Vi lascio immaginare quanto terrà preparato il Signore per chi è generoso, sia in questa che nell’altra vita.
Inoltre, il Signore dà a noi cose diverse da quelle che noi doniamo per suo amore: noi diamo beni terreni e lui ce li dà spirituali; ci dà meglio di quello che diamo, perché ci dà il paradiso per cose di quaggiù; ci dà cose più durevoli, perché per cose caduche ci dà cose eterne.
L’elemosina è un’arte con la quale si possono guadagnare tutte le cose del cielo e della terra”.
Padre Uccelli arriva a fare l’elogio della solidarietà con queste parole: “Chi dà in elemosina, sempre per amor di Dio, non dona ma traffica, non perde ma acquista, non getta via ma semina. L’elemosina è la chiave del paradiso; è la veste nuziale che ci introduce al convito della beatitudine eterna; è il manto che copre la moltitudine delle nostre colpe; è la scala che poggia sino al cielo”. Sono parole di apprezzamento e di incoraggiamento “per chi usa delle proprie sostanze a favore dei poveri e alla maggior gloria di Dio”.
Il missionario conclude con le parole di Gesù: “Al cospetto dell’eterno Giudice tutti avranno a temere, meno coloro che danno in elemosina, poiché ad essi egli dirà: «Avete dato da mangiare agli affamati, da bere agli assetati…»”.
L’amore si esprime nella solidarietà.
In Cina e in Italia, il servo di Dio si sentiva davvero fratello di tutti, e con loro condivideva tutto, anche i pericoli. Gesù andava in giro per i villaggi e curava le infermità di quanti incontrava; padre Uccelli ha continuato la missione di Gesù, distribuendo non solo preghiere e benedizioni, ma anche aiuti concreti, cibo e medicine, e soprattutto la sua vicinanza affettuosa.







