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La comunità di Marano Lagunare ha voluto ricordare p. Roberto Dal Forno, a dieci anni dalla sua morte. È stata programmata una raccolta fondi che ha coinvolto tante persone e anche l’associazione “Cani Sciolti”, formata da giovani maranesi che dal 2006 si impegnano in eventi a scopo benefico.

Il 7 luglio, in una serata speciale, si è unita la storia di p. Roberto, saveriano maranese, alla missione, dove la solidarietà ha dato i suoi frutti, grazie all’aiuto fornito al Centro sanitario di Kitutu, in Congo RD. Le fotografie della vita di p. Roberto hanno costituito una splendida cornice per gli interventi e i contributi di chi l’ha conosciuto come persona e missionario. Non sono mancati momenti di commozione e la musica dal vivo ha contribuito a creare un’atmosfera d’intensa spiritualità. Quanti ricordi e quanto amore sono emersi dalle parole e dagli sguardi di chi ha conosciuto Roberto!

Le parole di p. Dal Forno hanno fatto da filo conduttore. In simbiosi con le canzoni, hanno permesso di ripercorrere la storia di quel giovane pescatore maranese, che ha risposto alla chiamata del Signore. Emblematici sono stati i ricordi della sorella Gemma, che ci ha descritto come era Roberto da bambino e da giovane. Ci ha raccontato episodi di famiglia dai quali si evincevano la grande vocazione nata in lui fin da ragazzo e la serenità con la quale ha vissuto le varie vicissitudini della vita. Abbiamo scoperto che quando il giovane Roberto spariva, i suoi genitori non lo trovavano a giocare nelle piazze o a correre fra le calli di Marano, ma in chiesa, assieme a barba Siro, il sacrestano dell’epoca!

fri serata Dal Forno Dott Andrea Galla

Il 6 settembre 1981, in una chiesa parrocchiale colma di maranesi e amici provenienti dal Friuli, con queste parole p. Roberto ha salutato tutti: "Parto, perchè inviato da Dio e donato da voi; parto quindi anche a nome vostro”. Adesso a Kitutu, nel Centro sanitario a lui intitolato, è presente anche il nome del suo paese, Marano Lagunare, che non ha dimenticato Roberto.
Il pubblico è entrato “nel tempo dei ricordi” con le testimonianze di chi ha condiviso parte del cammino con p. Roberto. Ad accoglierlo in Burundi c’era don Elia Leita, per molti anni missionario in Africa, ora parroco di Carlino. Ha ricordato quando è stato rapito e portato nella giungla per 40 giorni; con lui c’era p. Roberto che lo ha confortato, sostenuto, accompagnato in questa brutta disavventura.

Fra i saveriani tuttora presenti a Kitutu è intervenuto p. Gianpaolo Codutti. Ha ricordato con commozione gli anni di vita, missione e amicizia condivisi con Roberto. Ha spiegato le difficoltà che ancora persistono in Congo RD, evidenziando la distanza esistenziale rispetto al nostro mondo. Il dottor Andrea Galla, già volontario a Kitutu, ha illustrato le problematiche maggiori in ambito sanitario (mancanza di medicinali, di norme igieniche basilari e di apparecchiature diagnostiche anche nel Centro sanitario di Kitutu). La raccolta fondi avviata dai maranesi ha permesso l’acquisto di strumenti per le analisi ed un ecografo. In un video, i saveriani hanno mostrato come si presentava il Centro agli inizi e com’è oggi, grazie ai contributi impiegati.

Preziosa, intensa, emozionante è stata anche la testimonianza di don Elia Piu, parroco maranese per 52 anni fino al 2014. Ha conosciuto p. Roberto sin dalla sua giovinezza. Già in un’immagine di chierichetti degli anni ’50, si scorgeva un bambino dal radioso sorriso, emblema della gioia. Era Roberto, che quel sorriso non l’ha mai abbandonato, nemmeno nei momenti difficili.
I maranesi sovente gli chiedevano perché facesse il missionario. Lui rispondeva: “Perché c’è un vangelo e il vangelo propone un’unica scelta: la missione! Missionario non è solo colui che parte per una terra lontana, sconosciuta, missionario è colui che si sforza di praticare e di espandere il messaggio evangelico nell’ambiente dove vive. Se dovessi rinascere… rinascerei missionario!".
Caro Roberto, partendo dalla tua Marano hai seguito la chiamata del Signore. Con la tua testimonianza di vita, la fede e il dolce sorriso, hai saputo costruire la chiesa nel cuore di chi ti ha conosciuto.



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