La rotonda p. Ottorino Maule
Dopo oltre 70 anni, i saveriani hanno lasciato la loro sede a Zelarino in provincia di Venezia, che ora è passata al Patriarcato di Venezia. La decisione di questo cambiamento è stata discussa e poi presa dai responsabili dell’Istituto Saveriano per mancanza di vocazioni e per l’aumento dell’età media dei missionari.
La casa in via Visinoni era la sede degli studenti saveriani per le scuole superiori, in preparazione alla missione. Non mancava, ovviamente, una buona équipe di missionari. La chiusura è stata quanto mai dolorosa per noi, per la popolazione e anche per il clero di Zelarino e delle parrocchie vicine. Dopo la fine dell’esperienza scolastica, era diventato un vero Centro di animazione missionaria, che ha creato una rete di simpatia, comunicazione e attività, che non si può facilmente dimenticare.
Qualche tempo fa, è arrivata la proposta della vice presidente della Municipalità di Zelarino, Luisa Rampazzo, di dedicare la rotonda tra via Selvanese e via Visinoni a p. Ottorino Maule, martire in Burundi. Uno dei tanti saveriani che hanno operato sul posto e che è stato anche rettore della comunità dal 1979 al 1984. La cerimonia per dare ufficialmente il nome alla rotonda si è svolta sabato 12 novembre alle 11. Erano presenti il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, che ha presieduto la benedizione, padre Faustino Turco, postulatore della causa di beatificazione, due sorelle di p. Padre Ottorino, il nipote Ottavio Framarin, p. Giuseppe Cisco, ultimo responsabile della casa di via Visinoni. Erano presenti le autorità civili: gli assessori comunali alle Infrastrutture stradali, Renato Boraso, e alla Sicurezza, Elisabetta Pesce, il presidente della Municipalità di Chirignago Zelarino, Francesco Tagliapietra, la consigliera Luisa Rampazzo, il sindaco di Martellago, Andrea Saccarola.
L’assessore alla toponomastica, Paola Mar, ha presentato la richiesta al comune e poi è intervenuta nella cerimonia. “Questa intitolazione servirà a ricordare non solo un padre saveriano ucciso nella sua missione, ma anche la storia del Centro missionario saveriano, che si è intrecciato strettamente, per più di qualche decennio, con il paese di Zelarino, i suoi abitanti, insomma la sua vita. A volte mi viene chiesto a cosa serva la toponomastica ed è in queste occasioni che la risposta diviene chiara e precisa: serve a fare memoria, a ricordare, in questo caso un uomo che ha sacrificato la sua vita nello spirito di servizio…”.
P. Faustino Turco, postulatore della causa di Beatificazione ha ricordato alcuni dati della vita di p. Ottorino Maule, che qui ricordiamo in breve: “Nato nel 1942 a Gambellara (VI), studia a Vicenza, a Zelarino e a Parma ed è ordinato sacerdote nel 1967. Parte per il Burundi nel 1970 e nel ‘72 si trova nella bufera della guerra civile con numerosi massacri. Richiamato in Italia nel 1979, è nominato formatore dei giovani futuri missionari a Zelarino e nel 1984 è nominato Superiore della Regione saveriana d’Italia. Rientra in Burundi nel 1990 e nel 1995 la situazione sociopolitica si aggrava. P. Ottorino testimonia il vangelo della fratellanza tra le due etnie, senza compromessi. Con lui lavorano p. Aldo Marchiol e la missionaria laica Catina Gubert. Tutti e tre la sera del 30 settembre sono a cena nella casa dei padri nella parrocchia di Buyengero, quando improvvisamente fanno irruzione i soldati, che li fanno inginocchiare e sparano a bruciapelo. I tre muoiono all’istante. P. Ottorino aveva solo cinquantatré anni. Qualche giorno prima, un ragazzo gli aveva chiesto: «È vero che anche voi ci lasciate e tornate in Italia?». Egli rispose: «Noi abbiamo deciso di stare qui con voi». Il ragazzo con gli occhi lucidi sorrise commosso. E fu il suo grazie”.
Così p. Ottorino rimase per sempre in Burundi e rimane oggi anche nella Rotonda e nel cuore di Zelarino.







