La presenza del Signore deve generare speranza...
Chiedo a Dio di preparare i nostri cuori all’incontro con i fratelli al di là delle differenze di idee, lingua, cultura, religione; di ungere tutto il nostro essere con l’olio della sua misericordia che guarisce le ferite degli errori, delle incomprensioni, delle controversie; la grazia di inviarci con umiltà e mitezza nei sentieri impegnativi ma fecondi della ricerca della pace (papa Francesco, FT 254).
Oggi, qui, uniti nel vincolo stesso, senza distinzione di lingue e di nazionalità, innalziamo a Dio in nome di quella fratellanza, che Cristo ha suggellata col suo sangue e che deve unire in una sola famiglia gli umani, il più fervido dei voti: il voto che Egli sia conosciuto ed amato da tutti gli uomini; che quella Fede che ci illumina, quella vita soprannaturale che palpita in noi, rischiari tutte le menti, vivifichi tutti i cuori (San Guido Conforti, 2 giugno 1922, Roma, Congresso Missionario Internazionale della Unione Missionaria del Clero, FCT 4 p. 405).
La nostra consacrazione religiosa e missionaria è il frutto di una esperienza d’amore con il Dio di Gesù che ci è venuto incontro in diversi modi e in vari momenti della nostra storia. Egli ci ha chiamato e ci ha chiesto di cooperare all’annuncio della buona novella a tutto il mondo, specialmente ai non cristiani. Il 31 ottobre 2020, abbiamo risposto con generosità a questa chiamata, offrendo tutta la nostra vita, attraverso la professione dei voti perpetui, all’annuncio del Regno laddove il Signore nella sua grande bontà ci invierà.
Viviamo questa consacrazione con un’attitudine di ringraziamento, riconoscendo che siamo giunti a questa tappa per grazia di Dio che ci ha accompagnato dalla nascita fino a questa data. La celebrazione della nostra professione perpetua ha assunto un colore particolare per il contesto storico nel quale si è svolta. Da una parte, siamo segnati dalla triste realtà della pandemia che sta causando nella storia dell’umanità molta sofferenza. Tante persone sentono il bisogno di essere ascoltate e accompagnate. Si avverte la mancanza di un’esperienza della presenza del Signore che generi speranza. Abbiamo scoperto in loro il senso della nostra vocazione missionaria: essere portatori di Cristo all’umanità, soprattutto ai più sofferenti.
Questa situazione ci ha interpellato a cercare modalità nuove per avvicinarci alla gente e testimoniare la gioia del Vangelo. Ha suscitato in noi una grande creatività per superare le frontiere del “sano distanziamento” e farci presenti anche se in modo virtuale. D’altra parte, come famiglia saveriana, stiamo celebrando il primo centenario della Lettera Testamento e delle prime Costituzioni. Questo avvenimento ci fa riscoprire la grandezza della nostra vocazione e la necessità di vivere nel momento presente il carisma ereditato da san Conforti. Siamo certi di poter contare sulla sua presenza ed intercessione nel vissuto della nostra missione.
I momenti di preghiera comunitaria e personale ci aiutano a crescere nella fede. Sentiamo l’urgenza di mantenere viva quella fede che ci fa “veder Dio, cercare Dio e amare Dio in tutto” (LT 10). I voti di povertà, castità e obbedienza ci aiutano a identificarci ogni giorno sempre più con Gesù e a consegnarci totalmente all’annuncio del Regno di Dio. Nella nostra vita ci impegniamo a realizzare, giorno per giorno, il sogno del fondatore di fare del mondo una sola famiglia in Cristo. Riconosciamo nella vita fraterna, vissuta in comunità, una testimonianza portatrice di speranza nel Vangelo, che rompe ogni barriera e unisce in una sola famiglia.
La moltitudine delle culture presenti tra noi è una ricchezza incomparabile. Ci impegniamo a valorizzare ciascuno e a promuovere in noi atteggiamenti di fiducia, apertura, dialogo, tolleranza, rispetto e solidarietà. Possano San Guido Maria Conforti e San Francesco Saverio intercedere sempre per noi.







