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Anche in occasione di questo ottobre missionario, papa Francesco ci ricorda che la comunità non può sedersi, soddisfatta di ciò che fa, ma deve essere “chiesa in uscita”, missionaria, aperta a tutti, in ricerca di chi è fuori. Come popolo missionario siamo in sintonia con il cuore del Buon Pastore, che intende raccogliere anche le pecore che non sono del suo ovile. “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura”.

Se per lungo tempo questo comando è stato quasi riservato ai missionari di professione, ormai esso è rivolto a tutti i battezzati, laici e ministri ordinati, religiosi e religiose. Gesù ha voluto che tutti, senza distinzione, si facessero carico della diffusione del vangelo. E oggi la missione va molto al di là dei confini della nostra comunità e della chiesa stessa. Non solo, ma con il vangelo, portiamo un bene che riguarda tutta la persona, corpo e spirito, singoli e società. E, malgrado le comunicazioni oggi così facili, ci sono ancora popoli che “giacciono nelle tenebre e nell’ombra della morte”. Pensiamo alle vittime di guerre interminabili, alle persone disonorate nella loro dignità, ai milioni di rifugiati, ai migranti che approdano anche a casa nostra, ai fratelli e sorelle che soffrono la solitudine materiale e interiore che, non trovando una ragione per vivere, si disperano. Pensiamo a quanti soffrono la fame, la sete, la malattia e l’analfabetismo, ai quali il nostro mondo sembra offrire indifferenza e un sistema socioeconomico che li mantiene nella povertà. Come possiamo dimenticare tutto questo?

Ben venga allora la Giornata missionaria mondiale (GMM). Ne abbiamo bisogno! Troppo spesso, la nostra compassione si ferma alle porte della comunità in una misericordia selettiva che si preoccupa solo per quelli vicino a noi. “Prima noi e poi gli altri” … sembra una parola legittima. Ma, in presenza di così forti disuguaglianze, non lo è più. È invece un vergognoso egoismo. Per uscire da questa chiusura del cuore, la GMM fa nascere un movimento che si allarga e si approfondisce, per tutti i giorni dell’anno.
Quest’anno, il Papa ha collegato la GMM al Sinodo, che si celebra proprio in ottobre. “Insieme ai giovani portiamo il Vangelo a tutti”, è il titolo del Messaggio della GMM 2018. Francesco ricorda ai giovani il dono e la responsabilità della missione, un’imprescindibile dimensione della fede da condividere con chi non conosce Gesù. Si desidera che la chiesa si apra ai giovani e, insieme a loro, li aiuti a ritrovare la strada della comunità cristiana. Essi non sono, come troppo spesso si pensa, insensibili alla missione. I giovani portano in sé grandi ideali. Se possono dar l’impressione di non averne, è perché nessuno li sfida, nessuno propone loro la forza e la bellezza del vangelo e della Croce di Gesù.

La missione è una di quelle proposte che possono far breccia nel loro cuore. Ci sono giovani che spendono parte del loro tempo per dare una mano in Africa, Asia o America Latina in aiuto ai poveri. Questo non è incoraggiante? Mentre a Roma si celebra il sinodo per i giovani, preghiamo e lavoriamo perché la missione sia sempre più sentita come strada di felicità, che realizza pienamente la vita.
Ci auguriamo che il Sinodo sia l’inizio e la ripresa di una nuova coscienza missionaria di tutto il popolo di Dio. L’esempio di un missionario, il saveriano p. Pietro Uccelli, appena proclamato venerabile (vedi le pagine centrali), ci aiuti a ritrovare la gioia della missione e del dono di noi stessi per i nostri fratelli e sorelle non cristiani.



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