La missione non è per pochi
Il 9 settembre sono stato ordinato diacono nella diocesi di Ancona. Ero appena tornato da un viaggio veramente bello, che ho vissuto con il saveriano p. Enzo Tonini e altri tre giovani: Silvia, Alice e Daniele. L'esperienza missionaria è durata quasi un mese, in tre città della Colombia: Bogotà, Cali e Buenaventura.
Appena arrivato, mi sono dovuto mettere in gioco subito. Infatti, all'uscita dell'aeroporto si presentava per me un mondo completamente nuovo, fatto di tassisti e venditori di ogni genere. Ragazzi giovani e laureati sono spesso costretti a guidare un'auto tutto il giorno o comunque a sbarcare il lunario con un lavoro improvvisato. Di fronte a questa realtà mi interrogavo:
"Come si può predicare il vangelo in questa terra? A che serve trasmettere un messaggio di speranza se prima non c'è il minimo necessario per vivere?"
A queste domande ha risposto un missionario che ho incontrato a Cali. Mi ha detto che nella sua lunga esperienza di evangelizzazione, ha costruito solo un muro di mattoni intorno a una chiesa... In quel momento ho capito che dovevo cambiare mentalità su cos'è la missione e cos'è il vangelo.
Il vangelo non è una questione da salotto, dopo un bel pasto abbondante; la missione non è un impegno solo per pochi sacerdoti e laici. È quando non ho tutto che ho bisogno del "Tutto!".
Pur essendo diversa la cultura, i problemi sono gli stessi; pur essendo diverso il modo di vedere le cose, la strada è la stessa; pur essendo diversi i paesi, noi formiamo un'unica famiglia!








