La missione in due tempi ...e il cuore diviso in tre
Un giorno chiesi a p. Giovanni Castelli, allora superiore generale, di poter partire per le missioni. "Dove vuoi andare?", mi chiese. "In Indonesia", fu la mia risposta. "Preparati. Partirai a settembre". Mi mandarono alle isole Mentawai, un lembo di paradiso perduto tra quattro smeraldi di mare. Fu un'esperienza radicale di povertà. Ma era il mio sogno di ragazzo: sperimentare l'avventura.
L'ho vissuta in tutti i sensi, soprattutto quando ho fatto conoscere l'amore del Padre celeste a chi viveva nella paura.
Dall'est all'ovest, e ritorno
Richiamato in Italia, dopo un anno di studi a Roma, fui nominato rettore della scuola magistrale dei saveriani a Cremona. I tempi erano cambiati. L'ondata sessantottina scuoteva la società civile e religiosa. Il principio dell'autorità era rimpiazzato dal potere decisionale della comunità; la preghiera dell'assemblea prendeva il posto della liturgia polifonica in latino; i metodi di educazione tradizionale erano entrati in crisi... Cosa dire di quell'epoca? C'è stato del bene e del male, e ancora oggi ne respiriamo le conseguenze.
Nel 1981, non potendo tornare in Indonesia, fui destinato al Brasile, dove svolsi il mio apostolato per 17 anni nella regione del Paranà. Mi affidarono la nuova parrocchia di Cantagalo. Con il contributo di tutti i fedeli, qui sono state costruite la chiesa, la casa parrocchiale e la scuola di catechesi. Le difficoltà logistiche e i viaggi avventurosi mi hanno costretto a subire diverse operazioni chirurgiche. In seguito, sono stato responsabile nella parrocchia del Bom Pastor a Curitiba, fino al 1997, quando ho salutato definitivamente il Brasile. Una parte del mio cuore è ancora là, così come è alle Mentawai e qui in Italia.
Da adesso in poi...
Dal 1998 sono qui a Tavernerio. Sono già passati dieci anni. Li ho dedicati alla predicazione, al ministero della confessione, allo studio e alla lettura, alla ricerca storica e anche alla cura ...del parco attorno casa.
Sono felice: amo la mia vocazione; amo gli uomini, per i quali sono sacerdote e missionario; amo il Buon Dio, al quale ho donato questa mia vita.
Grazie, a tutti coloro che in tanti modi mi hanno aiutato e mi aiutano ad essere quel che sono: i familiari, i confratelli, gli amici dei pellegrinaggi, i lettori e i benefattori.
Ci accompagni un reciproco ricordo al Signore "Padre di misericordia e di ogni consolazione".








