La missione è seme di vita
Leggiamo nel vangelo: “II regno dei cieli è simile a un campo... Un uomo sparge la semente sul terreno, poi va a dormire e si alza al mattino. II seme spunta e cresce. Come questo avvenga il contadino non lo sa. Spontaneamente la terra produce frutto; prima l’erba, poi la spiga e poi il grano nella spiga”.
Le mie origini contadine mi fanno amare questa parabola di Marco come icona della missione. Ogni giorno scopro la forza vitale della Parola di Dio. Penso sopratutto al periodo della guerra in Sierra Leone, al dramma dei bambini soldato, violentati nel fisico e nello spirito. Ma poi è avvenuto il disarmo, la pace e la riconciliazione. Lentamente i bambini sono rientrati nelle loro famiglie, si sono riaperte le scuole. Purtroppo, per molti non c’è posto e per molti giovani non c’è lavoro. Per tanti non c’è neppure la casa. A Makeni città, quattrocento ragazzi dormono ogni notte sotto ripari di fortuna.
Il nostro lavoro per alleviare i bisogni più urgenti è sempre insufficiente. Nonostante tutte le difficoltà, il regno cresce. Come faccia, noi non lo sappiamo. La gente qui si accontenta di poco, ha voglia di guardare il futuro con gli occhi pieni di speranza.
E guardare il futuro con la speranza negli occhi è scoprire la presenza di Cristo, seme di vita.
"Il regno dei cieli è simili a un campo"... Così pensava anche il mio predecessore Mons. Azzolini quando chiedeva che il suo corpo giacesse in terra africana, per essere ancora seme e testimone.








