La missione è dono di Dio, Festa del Saverio a Cremona
Ogni anno i missionari saveriani celebrano in tutte le loro comunità, sparse in una ventina di nazioni nel mondo, la festa in onore del santo di cui portano il nome e soprattutto di cui condividono l'ideale: predicare il vangelo ai non cristiani con il suo zelo instancabile, il suo amore ardente per Cristo e la sua grande carità verso i poveri, i piccoli e gli oppressi.
Il 3 dicembre, anche noi saveriani di Cremona abbiamo celebrato questa festa in modo solenne, con la partecipazione del vescovo mons. Dante Lafranconi, il vicario generale mons. Mario Marchesi e numerosi sacerdoti, religiosi e suore, amici e benefattori.
Siamo operai del Signore
La festa è iniziata in chiesa, con la Messa preceduta da una bella introduzione del nuovo superiore p. Pierluigi Felotti. Ha ringraziato tutti i presenti per la loro amicizia e ha chiesto preghiere per i missionari anziani e malati che, pur dovendo abbandonare la missione, ripetono con l'apostolo Paolo: "Sia che viviamo sia che moriamo, siamo del Signore". Con loro, anche noi supplichiamo il Signore affinché mandi molti operai nella sua messe, perché il loro numero continua a diminuire, mentre i bisogni spirituali dell'umanità aumentano e diventano sempre più grandi.
Nell'omelia il vescovo ha esaltato la figura di san Francesco Saverio, non soltanto per il suo grande zelo apostolico che non gli permetteva "di fermarsi un istante", ma soprattutto per ciò che era la causa e la fonte del suo zelo: la profonda comunione con Cristo, da cui sgorga la grazia della vocazione missionaria; la fedeltà e l'eroica perseveranza nell'apostolato, nonostante i viaggi continui; le fatiche estenuanti e le veglie senza fine. Egli stesso scriveva in una sua lettera al superiore sant'lgnazio di Loyola: "I fanciulli non mi lasciano né dire l'ufficio divino né prendere cibo né riposare, fino a che non ho loro insegnato qualche preghiera. Moltissimi in questi luoghi non si fanno cristiani solamente perché manca chi li faccia cristiani".
Un amore senza confini
La vocazione viene da Dio, ma esige una risposta generosa, un "sì" risoluto da parte di chi è chiamato: "Eccomi, Signore, il tuo servo ti ascolta! Manda me". Così nasce un profeta, un sacerdote, un missionario! Per opera di Dio, per sua iniziativa, per grazia sua; ma con la collaborazione di chi è stato chiamato, mai contro la sua volontà, mai senza la sua amorosa partecipazione e il suo quotidiano e perseverante consenso.
Ogni festa finisce a tavola; altrimenti che festa è? Tanti tavoli, tanti piatti, bicchieri e bottiglie di acqua e di vino. E soprattutto tantissima gioia, perché amiamo e ci sentiamo amati. E il nostro amore, che nasce dall'alto, giunge fino agli estremi confini della terra, superando ogni barriera.
Consacrati alla missione
La consacrazione alla missione avviene alla fine del "noviziato" con la professione dei voti religiosi: povertà, castità, obbedienza, a cui si aggiunge per noi saveriani un quarto voto, quello della missione. Nella Messa della festa di san Francesco Saverio, dopo l'omelia e la recita del Credo, tutti i saveriani rinnovano insieme e ad alta voce la loro consacrazione alla missione, con lo stesso entusiasmo della prima volta. Davvero, "il primo amore non si scorda mai"! Soprattutto l'amore di Dio, che dura per mille e mille generazioni. Ecco la preghiera della nostra consacrazione:
Dio Creatore e Padre nostro, per mezzo del tuo Figlio Gesù Cristo hai effuso su di noi il tuo Spirito d'amore, generandoci a vita nuova nel battesimo. A lode della tua gloria, noi ci offriamo e doniamo a te, per fare la tua volontà e annunciare il tuo regno a tutti gli uomini.
Seguendo Gesù Cristo tuo Figlio, consacriamo la nostra vita all'attività apostolica della famiglia missionaria di san Francesco Saverio. A questo fine ci impegniamo con voto a vivere in castità, povertà e obbedienza come fratelli tra fratelli, a norma delle nostre Costituzioni.
Per intercessione di Maria madre della chiesa, dona a noi o Signore il tuo aiuto, perché tutta la nostra vita, libera dal male, sia dono e segno del tuo amore per tutti gli uomini. Perché tuo è il regno, tua è la potenza e la gloria nei secoli. Amen.








