La missione dell’educazione
Famiglia, scuola, società sono i tre luoghi educativi per eccellenza. Essere maestra/docente richiede capacità di adattarsi alle diverse situazioni umane, perché ogni giorno ti confronti, e a volte ti scontri, con le persone con cui e per cui fai un percorso che, senza di loro, non porta a nulla.
Non si sceglie questa professione per una semplice volontà di trasmettere un sapere. Tutto questo non basta, oggi. Ci sono tanti strumenti e opportunità per conoscere. La scuola è unica perché coniuga la conoscenza con la persona, in un contesto che dovrebbe facilitare un movimento virtuoso tra insegnante, alunno, famiglia e territorio. Ognuno con il proprio ruolo e tempo. La scuola esige la collaborazione di tutti, è un lavoro di squadra, altrimenti si fa molta fatica a raggiungere gli obiettivi educativi e formativi.
La missione dell’educazione è la più bella che possa esistere, anche se rimane sempre la più faticosa. Educare è bello perché non si limita a trasmettere nozioni, ma tocca il cuore di chi educa e di chi viene educato, con percorsi diversi, ma con un unico obiettivo: elevare la propria umanità come esige il progetto di Dio per ogni persona umana. Un puzzle perfetto, ecco come descriverei la scuola. Tutti lavorano insieme e disegnano minuziosamente un percorso, dando in mano ai bambini un pezzetto di quel puzzle.
Alla fine di questo meraviglioso viaggio, tutto sarà perfettamente incastrato e ogni bambino avrà contribuito a costruire un pezzetto di vita. E ne sarà consapevole, saprà di essere cresciuto, con serenità e spensieratezza, condizioni emotive imprescindibili per quell’età. È un ambiente inclusivo, dove i bambini sono al centro, si respira amore, sicurezza, ci si sente in famiglia. Insegnare è una missione, perché lascia un segno nel cuore.






