La misericordia è perdono
“Dio è innamorato della nostra piccolezza”. Così il papa definisce in modo sintetico ciò che noi affermiamo quando diciamo che Dio è misericordioso. Vero Dio e vero uomo nella sua incarnazione ha assunto volontariamente e liberamente i due estremi della nostra fragilità: la nascita e la morte. Da onnipotente si è fatto quasi impotente, dalla vita è passato alla morte.
Ero carcerato e mi avete visitato.
Tra le opere di misericordia questa ci sembra la più strana. Dio, capace del vero genio dell’amore, vede un potenziale santo in un attuale peccatore. Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia. Dio fatto uomo è il rifiutato per eccellenza, ma per conto suo non rifiuta nessuno.
Due santi confessori a Roma.
Papa Francesco ha voluto che venissero a Roma nel centro della cattolicità due santi confessori: padre Pio e padre Leopoldo, veri santi martiri del confessionale. La misericordia si attua soprattutto attraverso il perdono dei peccatori. Chi è esperto della confessione sa molto bene che questo sacramento è spesso più un refugium lamentorum che… peccatorum.
D’altra parte se il sacerdote non è capace di consolare gli afflitti, è meglio che cambi mestiere.
Quante persone hanno trovato nel confessionale sacerdoti che li hanno consolati, confortati e rifatti al nuovo!
Ancora incontriamo fedeli che hanno una certa paura del confessore. Se l’anno della misericordia ottenesse che i confessori fossero più somiglianti a Gesù buon pastore, il primo a goderne sarebbe proprio papa Francesco...







