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Tema del "Paginone" di questo numero: Pianeta donna: L'altra metà del cielo

Nell’ultimo trentennio si sono prodotti cambiamenti epocali nei Paesi occidentali. Il mondo femminile ha conquistato risonanza nei mezzi di informazione, nei posti di produzione economica e d’immagine, nella politica e nella coscienza individuale di essere donna.

Attraverso una nuova cultura, o un modo d’essere specifico, al femminile, si tentano soluzioni a problemi arretrati o non affrontati dalla politica in generale.

La pari opportunità è ormai un concetto acquisito, che richiede attenzioni costanti al fine di non sminuirlo nei suoi contenuti di risposta alle problematiche del quotidiano. La donna fa storia!

Il mondo femminile ha percorso un cammino di crescita culturale propositiva, superando contraddizioni ed esasperazioni al proprio interno, affermando e riconquistando una dignità naturale, diritto inalienabile e insostituibile di ogni essere umano. Le battaglie sono state dure, a volte dirompenti, sia sul piano personale che sociale. La Chiesa cattolica ha svolto iniziative e prodotto documenti importanti sulla posizione della donna nel mondo di fine secolo, sul ruolo familiare e sociale, rimarcandone aspetti originali e peculiari.

La comunità mondiale, e in particolare l’Onu, ha dato risalto al confronto su tematiche sempre più incisive sui diritti personali e sul ruolo sociale della donna. Le varie conferenze, da Città del Messico a Pechino, segnano il viaggio in cui le donne sono diventate protagoniste, a volte inascoltate ma caparbie, di promozione umana oggi riconosciuta ed accettata, pur non sempre recepita nelle normative giuridiche degli Stati, soprattutto del Terzo Mondo.

Se oggi molte problematiche trovano una risposta al femminile nel mondo occidentale, preoccupante è la posizione delle donne nel Terzo Mondo.

In numerosi Stati la donna è riferimento di grandi aspettative, depositaria di un ruolo primario per la sopravvivenza e lo sviluppo, familiare e sociale, ma in essi non gode né di riconoscimenti civili e pubblici, né di benefici pratici.

Impossibile dimenticare il desiderio insoddisfatto di giustizia, rivendicato con coraggio, dalle Madri di Plaza de Mayo, la faticosa laboriosità delle campesinas del Messico o del Nicaragua nell’estenuante lavoro delle fincas; la sfida incerta contro la siccità delle donne dei tropici, abbandonate dai rispettivi uomini, avventurieri in percorsi senza ritorno; le donne cinesi costrette a reprimere il desiderio di maternità da una rigorosa e cinica programmazione statale; le donne filippine, unico sostegno alla famiglia d’origine, travolte da rischiose emigrazioni; le donne africane cariche di responsabilità in situazioni di evidente indigenza.

La donna: "metà del cielo", spesso vilipesa e sfruttata!

E se stressante è per la donna occidentale il carico di responsabilità della vita, ancor più tragico il destino delle donne del Terzo Mondo: fare i conti con l’ingiustizia non riconosciuta, con la povertà endemica. Donna innocente, ma interlocutoria contro l’indifferenza maschile e dei governi.

Il peso a volte può sembrare insopportabile perché marchiato di solitudine e d’abbandono, ma le donne, "geni" incomprese del mondo, portano avanti la vita, risolvono problemi quotidiani imperscrutabili, sopportano un’umanità decandente e distruttiva, elevando al cielo la loro preghiera di madri senza lacrime.



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