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La devozione più grande: l’Eucaristia

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Il servo di Dio p. Pietro Uccelli aveva una devozione assolutamente fondamentale per l’Eucaristia. Quando era missionario in Cina, in una lettera scrive: “Grazie al Signore mi trovo bene di salute e un po’ meglio di spirito. Ho la bella sorte di dormire in sagrestia presso Gesù Sacramentato, e lei immagini come mi ci posso trovare. Desidero rimanere sempre qui, perché una stanza migliore, né io né altri me la saprebbe trovare, neppure nei palazzi reali”.

Molte persone che hanno conosciuto p. Uccelli a Vicenza, e lo hanno visto celebrare la santa Messa, hanno testimoniato la sua devozione straordinaria.

“Devo a p. Uccelli la scoperta del valore della Messa, come qualcosa di importante. Quando celebrava si vedeva in lui una particolare concentrazione. Sembrava quasi si estraniasse dal mondo che gli ruotava attorno. Ma non nel senso che lui si sentisse solo con Dio: un «io e Dio», e basta. No. Egli si sentiva a noi vicino. Ma era tale la devozione che aveva, l’unione che lui sentiva con il Signore nella celebrazione Eucaristica, che ce lo faceva percepire. Mi sentivo coinvolta. Vedendo la devozione che egli aveva, ho intuito che cosa grande è la Messa: la preghiera più bella, l’invito che il Signore ci fa a partecipare al suo Sacrificio! E dopo la Messa, egli si inginocchiava al lato dell’altare e pregava, pregava e pregava.

Devo dire che da p. Uccelli ho avuto anche questo bel regalo: di saper apprezzare il Sacrificio Eucaristico” (Iole Tonello).

Il confratello saveriano p. Ildo Chiari testimonia circa le lunghe ore di adorazione al Santissimo, anche durante la notte: “Più volte ho sentito tirare la tendina della finestrella. Infatti, nell’angolo della sua camera aveva una specie di sportello che lui apriva e così, dalla camera, poteva adorare direttamente l’Eucaristia”.

Anche p. Giovanni Zaltron, che ha conosciuto p. Uccelli ancora da bambino ed è stato da lui formato, ricorda: “Lui dava molta importanza a san Giuseppe, ma per lui la festa principale dell’anno era la festa dell’Eucaristia. La organizzava sontuosamente, con luminarie e decorazioni, con lampadine in tutto il cortile, con palloncini, con addobbi e con la processione solenne. Noi ragazzi questa festa la sentivamo, perché era la giornata in cui… si mangiava meglio, anche meglio che a Natale! Alla sera c’era per noi ragazzi una cena eccezionale, con il vino addirittura!”.



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