La devozione del Conforti a Maria
Mons. Conforti, fondatore dei saveriani, da giovane dovette superare un ostacolo notevole. Per una forma di epilessia che lo portava a svenimenti e comportamenti da sonnambulo, il giovane Guido non fu ordinato sacerdote con i suoi compagni nel 1887. Il problema era serio e non c'erano medicine adeguate.
Fu la beata Adorni, fondatrice delle "ancelle dell'Immacolata", a consigliargli di recarsi al santuario Mariano di Fontanellato, poco lontano da Parma, per chiedere la grazia di guarire. Nel giro di poco tempo le crisi cessarono e il 22 settembre 1888 Conforti fu ammesso all'ordinazione.
Maria accompagna san Guido
Il novello sacerdote era così convinto che fosse stata la Madonna a guarirlo, che decise di celebrare la sua prima Messa a Fontanellato, per soddisfare il suo debito di riconoscenza verso la Vergine Maria. Alla Madonna si collegano anche le tappe importanti della sua vita da vescovo: la nomina ad arcivescovo di Ravenna (maggio 1902) e l'ingresso come vescovo a Parma (Annunciazione 1908).
Egli pose la sua prima visita pastorale alla diocesi di Parma sotto la protezione della Vergine. Ne annunciò l'apertura l'8 dicembre 1908, solennità dell'Immacolata, convinto che Maria fosse "la stella propizia, il genio grazioso" che l'avrebbe accompagnato e da cui prendere ispirazione durante il percorso concluso quattro anni dopo (8 dicembre 1912).
Maria, capolavoro di Dio
Possiamo ben comprendere come il Conforti fosse particolarmente devoto alla Madonna, poiché era intervenuta in maniera così determinante nella sua vita. Questa devozione si deduce anche dalle sue omelie e dai suoi scritti. Egli parla della Madonna in molte circostanze, in particolare nel congresso Mariano svoltosi a Parma (17-24 maggio 1925) e concluso nel santuario di Fontanellato.
Per Conforti, Maria è: "la più eletta delle creature, la più augusta delle regine e la più tenera delle madri". Maria è "capolavoro della divina Onnipotenza; è una creazione nuova della sapienza e dell'amore di Dio; è il compendio delle meraviglie del mondo soprannaturale. Fra tutte le creature - non vi è dubbio - la Vergine Madre fu la copia fedele del Verbo incarnato; doveva quindi in tutto e per tutto assomigliarsi a lui... Come Gesù, anche Maria ha sempre fatto la volontà di Dio".
La Regina delle missioni
È Maria che conduce l'umanità intera verso suo Figlio; perciò è la Madre che ci ama e ci orienta verso Gesù, che prima di morire sulla croce la innalza a Madre dell'umanità intera: "Donna ecco tuo figlio" (Gv. 19,26). "Maria ci ama perché vede in noi l'opera della grazia, perché scorge le anime nostre irrorate dal sangue della Vittima divina, perché riconosce in noi il suo Gesù".
In intimo rapporto con la Trinità, Maria è orientata al Figlio Gesù; è Madre di Dio, Madre nostra, nuova Eva, arca di alleanza e, naturalmente, Regina delle missioni. Infatti, ai suoi figli missionari san Guido scrive: "Alimentate la vostra vita spirituale con una tenera devozione alla Vergine Immacolata, Regina delle missioni".
Imitiamo la Madre
San Guido ci insegna che la vera devozione a Maria consiste nel nostro continuo tentativo di imitarla: "La devozione nostra a Maria si manifesti attraverso le nostre opere. Dobbiamo sforzarci d'imitare quelle virtù di cui essa ci ha lasciato esempi così luminosi, specialmente l'umiltà, la purezza, la pazienza, la carità".
"Maria ha unito la contemplazione più sublime all'operosità più intensa; sorretta da queste due ali, ha raggiunto il più alto grado di perfezione possibile a una creatura. Il vangelo di lei dice che considerava ogni fatto e ogni detto del Figlio e lo assimilava in cuor suo, traducendo poi tutto in azione. Tale dovrebbe essere la vita dell'apostolo di Cristo: una vita di intenso lavoro e di stretta unione con Dio".
In ciascuno di noi ci sia il desiderio di amare Maria come nostra Madre, non solo con la preghiera e altre forme di devozione, ma soprattutto cercando di vivere come lei ha vissuto.








