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Missioni Notizie: Donne e islam, Dal Cairo, Colombia, India

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Dialogo e cultura

Donne e islam in Bangladesh. Nel centro pastorale di Dhaka, capitale del Bangladesh, s'è svolta una giornata di studio sul tema, "Il pensiero cristiano e islamico sulle donne". Ospite principale della giornata è stata l'ambasciatrice d'Italia in Bangladesh, la signora Itala Occhi, di origine bresciana, che ha insistito sulla necessità che le donne contribuiscano a stabilire la pace nella società. "Attraverso i mezzi di comunicazione, il rapporto reciproco deve diventare un'opportunità per una profonda e vasta amicizia tra le comunità cristiana e islamica", ha affermato l'ambasciatrice, che è una convinta sostenitrice del dialogo tra culture e religioni diverse.

• Un invito dal Cairo. S'è svolto il primo vertice del Forum permanente di dialogo arabo-africano su democrazia e diritti umani, dedicato al fenomeno migratorio. I partecipanti hanno sottolineato che "i migranti, anche quelli irregolari, non sono dei criminali". È stata richiesta inoltre una maggiore collaborazione tra autorità, società, ong e istituzioni per definire politiche migratorie rispettose dei diritti e doveri dei migranti.

Pierre Sané, uno dei promotori del Forum, ha detto: "Arabi e africani devono essere sicuri che i più vulnerabili siano trattati con dignità". Il 2010 è stato decretato dall'Unesco anno internazionale del riavvicinamento delle culture.

• Colombia: vescovi contro la violenza. Con l'assenso del governo, i vescovi cattolici della Colombia hanno stabilito dei ponti di comunicazione con le bande che sono presenti in diverse regioni del Paese, per cercare di ridurre i livelli di violenza. Mons. Ortiz ha affermato che i membri di questi gruppi armati "sono disposti ad avviare un riavvicinamento con la cessazione delle ostilità e con il dialogo". A causa degli scontri tra queste organizzazioni, nel 2009 sono stati commessi almeno 600 omicidi. "Noi, come chiesa, davanti a un paramilitare, un guerrigliero, dobbiamo cercare di stabilire un dialogo pastorale", ha detto mons. Amaya in occasione della 88ª Assemblea dei vescovi colombiani tenutasi a Bogotà.

• India: l'immagine blasfema. "Siamo profondamente offesi per l'immagine blasfema di Cristo circolata su libri scolastici e su manifesti. Ci sentiamo tristi e oltraggiati e ci appelliamo al governo centrale perchè promuova, tuteli e difenda il rispetto dei simboli religiosi, di tutte le comunità dei credenti, nell'intera India". È l'intervento dei vescovi indiani sul caso della diffusione del ritratto blasfemo di Cristo.

I vescovi hanno accolto le pubbliche scuse che la casa editrice Skyline Publication ha diramato. Sulla notizia che lo stato di Meghalaya voglia promulgare una "legge antiblasfemia", la chiesa indiana esprime invece aperto dissenso, notando che esiste già nel Codice penale un articolo che prevede pene verso quanti feriscono i sentimenti religiosi della popolazione.

• Matteo Ricci, 400 anni. A Macerata, sua città natale, dal 4 al 6 marzo è stato organizzato un importante convegno internazionale: "Scienza, ragione, fede: il genio di padre Matteo Ricci". Nella ricorrenza dei 400 anni dalla morte del grande missionario, amico della Cina (1552 - 1610), tre università - Macerata, Gregoriana, Sacro Cuore - hanno messo a punto un programma impressionante, chiamando i maggiori esperti, per sviluppare gli aspetti principali della missione del Ricci nel contesto storico - culturale della Cina dei Ming. L'aula magna dell'università maceratese è stata gremita per tre giorni con circa 400 partecipanti, tra cui molti giovani.

Il convegno è stato preceduto da una "giornata di studio" (2 marzo), presso l'università Gregoriana di Roma, su "Matteo Ricci plasmato dai cinesi", secondo la sua espressione "in tutto mi accomodai a loro"; è stato seguito (8 marzo) da una "lectio" dell'esperto sinologo gesuita Nicolas Standaert sul "Metodo Ricciano di dialogo e annuncio", organizzata dal saveriano p. Alessandro Dall'Orto, direttore del centro Studi cinesi dell'università Urbaniana di Roma.

Una storia speciale

• Zilda Arns: seme di speranza. Nell'Haiti prima del terremoto, una figura emblematica della lotta alla povertà era Zilda Arns, missionaria laica brasiliana, pediatra, madre di cinque figli e nonna. È stata la fondatrice della "Pastorale dell'infanzia" che oggi con 260mila volontari assiste quasi due milioni di bimbi, 95mila donne incinte in oltre 42mila comunità in Brasile. Zilda è morta a Port-au Prince sotto le macerie della chiesa del Sacro Cuore, dopo aver tenuto una conferenza sul tema della denutrizione. Secondo l'anziano fratello Paulo Evaristo Arns, cardinale emerito di San Paolo, "Zilda è morta come avrebbe desiderato, combattendo per la causa cui aveva dedicato tutta la sua vita". Un seme di speranza tra le macerie di Haiti e la dimostrazione che il Brasile è cresciuto e aiuta anche altri Paesi a crescere.



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