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L’Europa e l’Italia sono toccate minimamente da questa tragica situazione. Tra il 2015 e il 2019 le richieste di asilo sono passate da 1.323.485 a 745.225. In quattro anni si sono dimezzate. Un obiettivo raggiunto anche attraverso il pagamento di paesi guardiani, come deciso dagli accordi euro-turco o italo-libico: soldi e mezzi militari in cambio del trattenimento forzato di chi tenta di attraversare il Mediterraneo.

Questa strategia era stata già collaudata dall’Unione Europea quando, in passato, pagava Polonia e Paesi dell’Est per bloccare il passaggio di migranti provenienti dal Caucaso e dal sud-est asiatico, orfani della grande fratellanza comunista. Era stata una delle condizioni sine qua non per essere ammessi al club europeo. Il “lavoro sporco” veniva lasciato ad altri, come sta accadendo ora. Nel 2019, in Italia, c’erano 5.306.548 immigrati, e di questi 3.615.826 erano cittadini di Paesi Terzi (extra-UE), mentre 1.692.722 comunitari, in maggioranza rumeni. Non sono numeri né di invasione né di sostituzione etnica, come una parte della politica xenofoba continua a voler evidenziare.

Sta di fatto che, per quanto riguarda l’Italia, i dati sull’immigrazione riferiti all’anno 2019 vedono calare di oltre 100 mila le persone provenienti da Paesi Terzi, ossia extracomunitari. In altre parole, non vi sono flussi significativi che interessano l’Italia ed è stato dimostrato che una buona parte di chi vi arriva cerca poi di raggiungere le nazioni del Nord Europa. Per contro, aumentano sempre più i cittadini italiani che espatriano. Nel 2019, stando ai dati ISTAT, i connazionali espatriati sono stati 120mila, 3mila in più del 2018. Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente in Italia è inferiore di quasi 189mila unità (188.721) rispetto all’inizio dell’anno. Il persistente declino avviatosi nel 2015 ha portato a una diminuzione di quasi 551mila residenti in cinque anni.

Per il 2020, al 26 ottobre, il numero di sbarchi di migranti che hanno interessato ammonta a 26.914 persone. Non proprio un’invasione. Se parliamo inoltre dei nuovi italiani che fanno le valigie, non dimentichiamo che 5.486.081 cittadini italiani sono iscritti all’AIRE, Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, quindi un pochino più dei residenti stranieri in Italia.
Per tranquillizzare i sostenitori della teoria dell’invasione di orde di stranieri si può ricordare che l’ISTAT nel report “Cittadini non comunitari in Italia anni 2019-2020” fa presente che, statisticamente, a fronte di una crescita del 10,1% di acquisizione della cittadinanza italiana da parte di cittadini extra UE (113.979). I permessi rilasciati per motivi di asilo sono calati del 47,4% e i nuovi permessi di soggiorno rilasciati nei primi 6 mesi del 2020 sono diminuiti del 57,7% rispetto ai 6 mesi corrispettivi del 2019.



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