L’intensa veglia missionaria
Giovedì 23 ottobre sera, la basilica di San Giovanni in Laterano ha ospitato la veglia missionaria, presieduta dal cardinale Agostino Vallini. “Io sono una missione su questa terra”, frase presa dall’Evangelii gaudium, è stato il tema della speciale serata di preghiera, animata da due cori, uno dei quali ha intonato l’Alleluia anche in lingua aramaica.
Una veglia partecipata
La veglia è molto sentita dai fedeli di Roma, e la basilica si è riempita. C’erano molte religiose e anche presbiteri e laici delle parrocchie della diocesi. A rappresentare i saveriani, con me c’era anche p. Nicola Masi. La celebrazione è stata molto partecipata. Le testimonianze sono state interessanti e, parlando di cristiani perseguitati, hanno provocato impressione ed emozione.
Un altro momento emozionante è stata la consegna del vangelo ai numerosi missionari partenti, molti dei quali costituiti da famiglie. Uno ad uno, si sono avvicinati al cardinale che li ha abbracciati. Si è creato un bel clima di preghiera e di ascolto, favorendo una profonda sensibilità missionaria.
Meraviglia e dà coraggio vedere ogni anno tanti missionari, anche laici, che partono per le missioni.
Youssef: ''Cacciati via''
Il patriarca d’Antiochia dei Siri, Ignace Youssef III, ha detto: “Veniamo da paesi lacerati dalla guerra, dal sangue, dal terrorismo, e noi cristiani siamo rimasti durante 14 secoli a soffrire come un piccolo gregge che deve testimoniare la pace, l’amore, la misericordia di Dio in ambienti spesso molto difficili.
Milioni di persone sono state cacciate via dalle loro terre e sono profughi nei propri paesi o nei paesi vicini. Nella lingua siriaco aramaica, il verbo testimoniare vuol dire essere martire e i cristiani del vicino Oriente sono stati per secoli martiri e confessori della fede. Anche oggi molti di noi sono perseguitati solo a causa della fede cristiana”.
Sako: ''Vera persecuzione''
Anche il patriarca dei Caldei di Babilonia, Louis Raphael Sako, ha dato la sua bella testimonianza. “Vengo dall’Iraq, evangelizzato da san Tommaso. Abbiamo sempre testimoniato i valori cristiani e anche i musulmani lo riconoscono. Purtroppo, il 10 giugno 2014 a Mosul tutti i cristiani (120mila circa) sono stati cacciati via e umiliati. È una grande sofferenza, una vera persecuzione, senza soluzione. Andare via vuol dire morire, vuol dire rompere con tutta la nostra storia. Siamo rimasti un piccolo gregge…
Dovete andare nelle strade e dire che non è possibile, oggi, essere perseguitati per la religione.
I cristiani abbiano il coraggio di professare apertamente la loro fede. Più siete forti nella vostra fede e più anche noi lo saremo”.
Siamo tutti al centro della missione
Dopo il vangelo, il cardinale Vallini ha fatto la sua omelia. “Il rischio è che le notizie delle persecuzioni dei nostri fratelli cristiani siano accettate come un aspetto tipico di questa epoca storica. Non ci commuoviamo più. Abbiamo ricevuto una lezione di verità tramite le testimonianze sanguinose di questi fratelli. Noi siamo loro e loro sono noi.
La missione non è propaganda né proselitismo, ma irradiazione dell’amore del Signore che salva il mondo. Tutti siamo al centro della missione, tutti andiamo in missione, nel nostro lavoro, negli ambienti di vita, nelle parrocchie, nei luoghi di incontro della città.
Noi tutti siamo in missione. Siamo missionari solo se vibriamo con il cuore di Cristo per la salvezza del mondo.
Non si può essere cristiani se non si porta nel cuore l’ansia e la passione di raccontare Gesù, che salva la vita nostra e degli altri”.







