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L'icona della missione: Matteo, vangelo della giustizia

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Sono ancora io, Matteo. Desidero spiegarvi la trama del vangelo che porta il mio nome. Seguitemi passo dopo passo.

Il vangelo inizia con Giuseppe, l'uomo giusto che deve accogliere in casa Maria e il Figlio che portava in grembo. Così egli è diventato l'uomo della giustizia e nella sua casa è entrato "Emmanuele, Dio con noi".(1)

Giuseppe rappresenta la nostra comunità, che doveva seguire con maggiore radicalità la giustizia evangelica in modo che potesse compiersi la promessa di Gesù: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro".(2)

Per trasmettere questo messaggio abbiamo usato il simbolo numerico del "sette", che nella nostra cultura significa perfezione. Così abbiamo disseminato nel nostro scritto sette volte la parola "giustizia". Infatti, la nostra narrazione su Gesù può ricevere il titolo di "vangelo della giustizia".

Le prime parole di Gesù nel nostro vangelo sono queste: "Lascia fare per ora, perchè conviene che si compia ogni giustizia".(3) Gesù le pronuncia quando, mettendosi in fila con il popolo, va da Giovanni a farsi battezzare. Le prime parole sono importanti, perchè presentano la persona e indicano la linea maestra che guida e orienta la sua vita.

Giovanni Battista è l'ultimo dei profeti; il profeta che fa da ponte fra il primo Testamento e il secondo Testamento. Egli si presenta come "voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!" (Isaia 40,3). Nel linguaggio profetico, "preparare la via e raddrizzare i sentieri" vuol dire compiere la giustizia per realizzare il Regno. Giovanni accetta di battezzare Gesù, riconoscendo in lui il Messia inviato a compiere tutta la giustizia.

Quasi alla fine della nostra narrazione, riappare la parola "giustizia". Ne parla ancora Gesù, in relazione a Giovanni Battista: "È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto".(4)

Queste due frasi aprono e chiudono il discorso della nostra comunità sulla giustizia. Ma non si tratta di un semplice discorso; è un pensiero che percorre tutto il nostro vangelo. La giustizia deve divenire evento e pratica di vita che realizza il Regno e permette di entrare nel Regno.

Giustizia dev'essere compiuta. Gli atteggiamenti giusti li incontriamo nel discorso della montagna. La fame e la sete, il pianto e l'umiliazione sono i frutti di una società che genera gli impoveriti. È una società ingiusta, che calunnia e ingiuria, perseguita i misericordiosi e i puri di cuore che non hanno ambizioni, ma s'impegnano a costruire la pace e a promuovere la vita.(5)

La giustizia è un cammino che deve essere percorso. Il percorso è spiegato nelle parabole che formano la struttura del nostro vangelo e invitano a discernere il progetto del maligno che semina zizzania in mezzo al grano.(6) Ci sono i lupi fra i quali la comunità è inviata (7), il servo iniquo (8), il maggiordomo malvagio (9), i vignaioli omicidi (10). Ci sono coloro che hanno beni, ma non hanno tempo per partecipare al banchetto (11). Infine ci sono il fico sterile che si è seccato (12), la zizzania che deve essere raccolta e bruciata (13), i pesci che devono essere separati (14).

I discepoli e le discepole di Gesù praticano una giustizia d'amore, e non legalista (15), che li rende perfetti come il Padre (16), e fa loro vendere tutto per cercare il suo regno (17). Vendendo tutto, essi formano comunità che, a partire dai piccoli e poveri, vivono l'economia e la politica, l'esercizio del potere e la famiglia, stabilendo rapporti di rispetto e uguaglianza.

Questo è il cammino della giustizia. Le nostre comunità, formate da persone umili e povere, hanno compreso che percorrendo questo cammino, attraverso il loro agire nella storia, avrebbero realizzato le meraviglie di Dio in favore della vita.

In questo modo la comunità riesce a praticare una giustizia che supera l'osservanza della legge, cercando di imitare il Padre perfetto, che opera a favore della vita. Chi ricerca il Regno e la sua giustizia, è sempre vigile, perché sa che il maligno semina di nascosto, sa che lo sposo arriva di sorpresa, sa che il Figlio dell'uomo tornerà e dirà: "quello che avete fatto a uno di questi piccoli, lo avete fatto a me!" (18).

Per continuare a riflettere
  • Quand'è che noi abbiamo "fame e sete di giustizia"? (Mt 5,6)
  • Esiste una giustizia legalista e una giustizia d'amore; quando avviene la prima e quando la seconda? (Mt 5,20)
  • Come è la giustizia che ci fa essere perfetti come il Padre? (Mt 6,1)
  • Quando il regno di Dio e la giustizia sono al primo posto nella nostra vita? (Mt 6,33)

I riferimenti alla "giustizia" nel vangelo di Matteo:(1) 1,18-25; (2) 18,20; (3) 3,15; (4) 21,32; (5) 5,3-10; (6) 13,25; (7) 10,16; (8) 18,32; (9) 24,48; (10) 21,39; (11) 22,5-6; (12) 21,18-20; (13) 13,40; (14) 13,47-48; (15) 5,20; (16) 6,1; (17) 6,33; (18) 25,40



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