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Sono giunti molti messaggi in reazione ad "Anche voi le solite gnagnere" (Lettere al direttore, ottobre 2009), a mostrare quanto la questione sia viva e sentita. Lo spazio non mi consente di presentarli tutti. Il nostro modesto mensile non ha 160 pagine settimanali come Famiglia Cristiana, che ringrazio per aver rilanciato il "botta e risposta" (cf FC n. 2/2010 pag. 7 e n. 6/2010 pag. 50). Ce ne sarebbe da pubblicare un intero dossier, a voler ragionare sui vari aspetti della questione "immigrati e migranti". Le riviste missionarie ne trattano frequentemente, presentando anche l'impegno che missionarie e missionari svolgono per il benessere dei popoli con cui vivono, sostenuti dalla generosità di tante persone di buona volontà.

Mi limito a riportare i due messaggi dissenzienti. Il secondo è del parroco che precisa il suo pensiero, con un pregevole pizzico d'ironia, in un fax del 12 gennaio, poi pubblicato con qualche aggiustamento sul Bollettino parrocchiale di domenica 31 gennaio, dal titolo: "Ignoranza e luoghi comuni dove non te lo aspetteresti!". Il primo è di un lettore parmense (ringrazio per la cartolina della Madonna col Bambino dell'Antelami, venerata nella chiesa abbaziale).

Non ho difficoltà ad ammettere di essere - almeno un po' - superbo e stizzoso, e anche vanitoso...; e quindi mi sottometto volentieri a una tirata di orecchie: fa bene, anche alla mia età!

Troverete le due lettere per intero sul nostro sito web, www.saveriani.bs.it  Saluti fraterni,

  • p. Marcello, sx.

Caro direttore, condivido in pieno tutto ciò che don Sergio ha espresso (ne avrei da dire di più e di peggio); non mi trovo d'accordo con quanto tu affermi, né col tuo atteggiamento alquanto superbo e stizzoso nei confronti di un tuo confratello. Credo che tu debba fare una riflessione più obiettiva e più umile. Non è accettabile che tu possa arrogarti la certezza di essere nel vero e nel giusto, che ti metta a giudicare con tale profumo di vanità e a tirare le orecchie a un altro prete, che valuta le cose in modo diverso dal tuo... Un saluto pacifico. Adolfo, Fontevivo - Parma.


Trovo riciclata su Famiglia Cristiana la mia lettera a Missionari Saveriani e la risposta di p. Marcello, equivocando il senso del mio intervento, che chiedeva semplicemente alle riviste cattoliche di parlare di un'immigrazione giusta contro un'immigrazione senza regole (distinzione fatta anche da Emma Bonino su Rai 3!). Chi ha in mano il potere dei mass media ha facile gioco a rispondere come gli pare. Padre Marcello risponde portando in campo i massimi sistemi, scomodando Gesù Cristo e san Giacomo, con una interpretazione della Bibbia piuttosto talebana. Rimaniamo con i piedi per terra!

Ringrazio p. Marcello che mi invita a non badare a colori e provenienze e a interessarmi ai loro problemi anche in Arcevia. Non voglio apparire presuntuoso se rispondo che questo cerco di farlo da sempre. Nel nostro programma pastorale il tema dei poveri e dei migranti è ricorrente!... È chiaro che tutti vanno considerati persone e fratelli, e trattati con pari diritti e doveri...

Detto questo, pace e bene a tutti! don Sergio, parroco di Arcevia.


Testo integrale della "lettera al direttore", pubblicata su "Missionari Saveriani", marzo 2010

Egregio direttore,

nel numero 9 di ottobre 2009 ho letto la lettera che le ha indirizzata don Sergio Zandri di Arcevia (AN) e la risposta che lei gli ha indirizzato. Orbene, mentre condivido in pieno tutto ciò che don Sergio ha espresso (e io ne avrei da dire anche di più e di peggio) non mi trovo d'accordo, invece, con quanto lei afferma, né col suo atteggiamento alquanto superbo e stizzoso nei confronti di un suo confratello.

Vede, padre Storgato, molte volte ho gradito e condiviso il suo pensiero, ma stavolta credo proprio che lei debba fare una riflessione più obiettiva e una ricerca di un più umile metro analitico. Non è accettabile che lei si possa arrogare la certezza di essere nel vero e nel giusto, che si metta a giudicare con cotanta spinta dal profumo di vanità e che si metta a tirare un po' le orecchie a un altro prete, che valuta le cose in un modo diverso dal suo.

Non è mia abitudine fare prediche o catechismo, ma lei mi ci ha tirato un tantino per la "penna" ed ecco che usando il suo metro le ribatto quanto segue: non mi sembra proprio che il messaggio di Gesù intenda che ci si debba far da parte, per lasciarsi invadere da "locuste" distruttrici o che si debba dire al primo "sbarcato", "Prego, si accomodi pure come vuole nella mia Patria e nella mia casa e continui tranquillamente a fare ciò che faceva a casa sua!". Non mi sembra proprio che accogliere chi ha bisogno e viene a chiedere soccorso sia sinonimo di accettare sine ratione la moltitudine di persone, la cui maggioranza, purtroppo, ruba, spaccia, stupra, prostituisce e magari uccide pure bellamente, in barba alla nostra fiacca forza di praticare la giustizia.

L'on. Di Pietro direbbe: "Che ci azzecca!". E io dico: come si può mischiare o confondere lo spirito di umanità e di altruismo testimoniato dal Cristo con l'attuale becero buonismo? Come si può così sconsideratamente lasciar riempire il nostro paniere fino al punto di rischiare lo stracolmo? Come si può permettere che un'altra mentalità o pratica religiosa o di costume abbia la possibilità di soffocare il nostro mondo e in modo sì deleterio e cruento?

Ci è stato fatto l'invito (è vero) di essere caritatevoli, ma non imbecilli; ci è stato pure sollecitato l'uso dei talenti, affinché essi producano molto frutto, ma non a usarli in maniera idiota e irresponsabile! Ohé, ma scherziamo?! Ricordo inoltre che Gesù annunciò ai suoi discepoli che aveva il compito di curare pure altre greggi - oltre il gregge di Israele. Di conseguenza, sono convinto che sarà cosa buona e giusta per tutti noi imparare ad ascoltare ciò che Egli ci dice anche tramite altre manifestazioni di religiosità, spogliandoci della presunzione di crederci i primi, i favoriti e i migliori. Io credo in Gesù e in tutte le manifestazioni di pace e di fratellanza, che mi provengono da ogni essere della terra; credo che tutti noi si debba imparare dal buon samaritano; che si debba condividere un pezzo di pane, ma che (in un clima di lotta ed essendo necessario provvedere al proprio sostentamento e alla propria difesa) occorra nello stesso tempo seguire l'invito del medesimo Gesù, che, in Luca 22,36 così recita: "Chi non ha spada venda il mantello e ne compri una!".

Veda, don Marcello, ritengo giusto onorare Dio per i doni che mi ha fatto e per quello che mi ha permesso di conquistare; ritengo giusto non essere egoista e vanitoso; reputo corretto offrire al mio prossimo una parte di ciò che posseggo, in modo congruo e illuminato; stimo molto onesto imparare a salutare (come esortava padre Davide Maria Turoldo) il Nero, il Rosso, il Giallo e persino il Bianco. Ciò non di meno valuto essere cosa ugualmente corretta accogliere l'esortazione di Gesù ancora, che in Matteo 7,6 recita: "Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi!". E ancora in Mt. 7, 15: "Guardatevi da coloro che vengono in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!". E ancora in Mt. 7, 26: "Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, costruisce sulla sabbia e la sua rovina sarà grande!".

Gentile direttore, resto sempre emozionato, conquistato e sconvolto dalla richiesta che Gesù rivolge al Padre, in punto di morte: "Perdonali, perché non sanno quello che fanno!". Ma noi sappiamo bene quello che facciamo, così come sono ben consapevoli di quel che fanno anche coloro che ci chiedono ospitalità e poi delinquono. Perciò - se non cambiamo metro - chiedo: "A quale perdono noi potremo mai aspirare e quale perdono potremo mai dare agli altri, con onestà e serenità d'animo?".

Per quanto poi concerne: "Avevo fame, avevo sete, ero nudo, ero carcerato, ero ammalato, ero straniero..., mi riallaccio a quanto scritto prima, circa la giustezza dell'aiuto spontaneo e generoso, purché però oculato e sapiente, al fine di non cadere nella dabbenaggine e soprattutto per raggiungere lo scopo di accendere reali speranze e probi insegnamenti.

E, a proposito di quest'ultimi, il grande Esopo nella sua 82ª favola così insegnava: "In un giorno d'inverno un contadino trovò un serpente intirizzito dal freddo e, pieno di compassione, lo raccolse e se lo strinse sul petto. Ma il serpente, non appena gli fu tornato un po' di calore in corpo, ritrovò la propria natura e morse il suo benefattore, uccidendolo...". Questa è la giusta punizione per aver avuto pietà di un malvagio "mormorò il contadino morente".

Se infine, gentile padre, si vogliono valutare le cose anche sotto un aspetto sociale, politico ed economico, mi permetta pure di ricordare e di considerare con prudente lungimiranza alcuni brani del testamento politico di Abramo Lincoln, che così ebbe modo di palesare, nel suo celebre discorso alla nazione, l'11 aprile del 1865: "Non si può aiutare il debole, indebolendo il più forte; non si può aiutare il più piccolo, abbattendo il grande; non si può aiutare il povero, distruggendo il ricco... Non si può aiutare continuamente la gente, facendo in sua vece quello che potrebbe e dovrebbe fare da sola!".

Perciò... Meditiamo tutti! Un saluto pacifico,

Adolfo Massimi.

  • Fontevivo (Parma), 23 ottobre 2009

Testo integrale della "lettera al direttore", pubblicata su "Missionari Saveriani", marzo 2010
Messaggio di don Sergio Zandri, Arcevia (MC)

Trovo riciclata su Famiglia Cristiana una mia lettera che avevo scritto alla rivista Missionari Saveriani, alla cui risposta per altro non avevo risposto! Mi sembrava inutile rispondete a p. Marcello "tramortito" (!) per il mio intervento che chiedeva semplicemente una immigrazione buona contro una immigrazione senza regole. Oltretutto, questa distinzione l'ho sentita fare da Emma Bonino sulla terza rete Rai!! Una immigrazione senza regole ha portato, per esempio, ai fatti recenti di Rosarno, comunque ognuno voglia giudicarli.

Chi ha in mano il potere dei mass media ha facile gioco a rispondere come gli pare. P. Marcello risponde portando in campo i massimi sistemi, scomodando Gesù Cristo e san Giacomo, con una interpretazione della Bibbia piuttosto talebana. Rimaniamo con i piedi per terra!

Ringrazio p. Marcello che mi invita a non badare a colori e provenienze, e a interessarmi ai loro problemi anche in Arcevia. Non voglio apparire ed essere presuntuoso, se rispondo che questo cerco di farlo da sempre. Una riprova è che nel nostro Programma pastorale annuale (ogni anno viene redatto con la gente seguendo il metodo "Servizio di animazione comunitaria: Movimento per un Mondo Migliore", Via Monte Altissimo, 23 - Roma: purtroppo poco conosciuto dalle parrocchie italiane!!), il tema dei poveri e dei migranti è ricorrente: portiamo avanti in modo continuativo progetti a distanza a favore del Perù e dell'India.

Scrivevo appunto nella lettera che i problemi vanno risolti anche nei paesi dai quali si fugge! È un problema certamente più grande di noi; ma dire che l'emigrazione va affrontata anche a monte non è scoprire l'acqua calda; non si dovrebbe essere portati a emigrare perché costretti dalla fame, da violenze, guerre... È necessaria una politica e una economia più giusta a livello mondiale.

Il 6 gennaio, festa dell'Epifania e della venuta dei magi (i lontani e i migranti di quel tempo!), nel nostro Programma pastorale era previsto e abbiamo attuato il gesto dell'apertura ai migranti presenti nel territorio, con lo slogan: "Tutti i figli di Dio sono fratelli!". Molti migranti hanno partecipato e sono stati accolti.

Infatti, il problema che ponevo nella lettera, e al quale né p. Marcello risponde né Famiglia Cristiana, non è quello dei migranti che circolano tra di noi: è chiaro che tutti vanno considerati persone e fratelli, e trattati con pari diritti e doveri. Il problema è di quelli che vengono: se, come, dove, quanti devono venire!! Chiedere una regolamentazione è un delitto e fa tramortire!? Regolamentare è anche far sì che i migranti si consegnino al degrado e alle varie mafie, o no!?

Detto questo, pace e bene a tutti!

don Sergio Zandri

  • Arcevia (AN) - via fax il 12 gennaio 2010.

Testo pubblicato sul Bollettino della parrocchia S. Medardo e S. Giovanni B. - Arcevia

Domenica 31 gennaio 2010

Ignoranza e luoghi comuni dove non te lo aspetteresti !

Trovo riciclata su Famiglia Cristiana una mia lettera che avevo scritto alla rivista Missionari Saveriani. Aveva risposto il missionario p. Marcello, equivocando e non comprendendo il senso del mio intervento. Alla sua risposta io non avevo risposto: mi sembrava inutile rispondete a p. Marcello che si diceva mezzo "tramortito" per il mio intervento che chiedeva semplicemente che le riviste cattoliche parlassero di una immigrazione giusta contro una immigrazione senza regole. Una immigrazione senza regole ha portato, per esempio, ai fatti tristi di Rosarno, comunque ognuno voglia giudicarli.

Chi ha in mano il potere dei mass media (giornali e TV...) ha facile gioco a rispondere come gli pare. E così mi si fa passare come se fossi contro i migranti!! Guarda caso nel nostro programma pastorale, e ben prima di questi interventi sulla stampa, il tema dei poveri e dei migranti è ricorrente!! Per esempio, noi (parrocchia, famiglie, associazioni...) portiamo avanti in modo continuativo adozioni a distanza e progetti a favore del Perù e dell'India.

Scrivevo appunto nella lettera che i problemi vanno risolti anche nei paesi dai quali si fugge e che quindi l'emigrazione va affrontata anche a monte: non si dovrebbe essere portati a emigrare perché costretti dalla fame, da violenze e da guerre... È necessaria una forte, decisa politica ed economia più giusta a livello mondiale.

E guarda ancora caso, il 6 gennaio, festa dell'Epifania e della venuta dei magi (i lontani e i migranti di quel tempo!), nel nostro programma pastorale era previsto e abbiamo attuato il gesto dell'apertura ai migranti presenti nel territorio, con lo slogan: "Tutti i figli di Dio sono fratelli!". Molti migranti hanno partecipato e sono stati accolti.

Infatti, il problema che ponevo nella lettera, e al quale né p. Marcello né Famiglia Cristiana risponde, non è quello dei migranti che circolano tra di noi: è chiaro che tutti vanno considerati persone e fratelli, e trattati con pari diritti e doveri. Il problema è di quelli che vengono: se, come, dove, quanti devono venire!! Chiedere una regolamentazione è oltretutto far sì che i migranti non siano consegnati al degrado e alle varie mafie.

È possibile parlare di queste cose senza offendersi e senza offendere? Come risposta ai Missionari Saveriani e a Famiglia Cristiana ho scritto una lettera di questo tenore: la pubblicheranno? Finora non l'hanno fatto!!!

don Sergio, parroco.

  • Arcevia (AN) - via fax il 28 gennaio 2010


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