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L’icona della missione: La sorpresa di un incontro

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La donna al pozzo di Samaria

LA PAROLA

Gesù giunse a Sicàr, una città della Samaria vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era il pozzo di Giacobbe. Stanco del viaggio, Gesù sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: “Dammi da bere”. I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la samaritana gli disse: “Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?”. I giudei infatti non mantengono buone relazioni con i samaritani. Gesù le rispose: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice ‘dammi da bere’, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. Gli disse la donna: “Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?”. Rispose Gesù: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”. “Signore, gli disse la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”. Le disse: “Và a chiamare tuo marito e poi ritorna qui”. Rispose la donna: “Non ho marito”. Le disse Gesù: “Hai detto bene, ‘non ho marito’; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero”. Gli replicò la donna: “Signore, vedo che tu sei un profeta…”. (Giovanni 4,5-42)


Per averne avuti cinque, ti avremmo pensata più smaliziata, più indurita, più spoetizzata. Tu che sapevi: gli amori divampano, ma anche finiscono; le promesse vengono fatte e anche ritirate. Più stanca e disincantata. E invece quel giorno ti sei lasciata incantare come un’adolescente e sei corsa con una spensieratezza che s’addice alle tue sorelle più giovani, che ancora credono ...alle cose eterne.

Quel che ci stupisce è quel tuo sgretolarti, passo dopo passo, e non per la consueta avventura che trascina un uomo da una donna e viceversa. Ti ha chiesto acqua e ha svelato la tua sete. Ti ha offerto sorgenti dalle sue mani vuote. Affaticato, ti ha offerto vita eterna. E non conoscendoti, ti ha detto chi eri. Al tuo cercare un tempio ti ha parlato di un altro tempio, non di pietra, voluto dal Padre…

Il Padre… Tu avevi i tuoi padri: t’avevano dato un pozzo. Il pozzo dell’acqua, il pozzo del loro insegnamento. Il pozzo della tua identità. Con la brocca ne attingevi e ti sembrava bastare.

Ecco, noi guardiamo stupiti come quell’uomo ebreo, assetato, è diventato per te un profeta, il messia, colui che rispondeva non solo alle tue domande, ma alla tua attesa. La brocca poté restare, quel giorno, abbandonata. Già avevi bevuto, già avevi trovato la fonte! Come il cieco di Gerico, come Simone, hai abbandonato tutto e ti sei messa a correre.

Il gesto che t’invidiamo è proprio questo; perché noi né abbandoniamo, né corriamo. Noi restiamo incollati al nostro pozzo, pensando che si possa bere anche all’altro pozzo. Giovani o vecchi, ci trasciniamo con lo stesso passo cadente. Non che la nostra acqua sia malvagia, ma non finiamo mai d’andare avanti indietro. Quanto all’altra acqua, quanto al dono di Dio, resta un di più, come l’aggiunta in omaggio del venditore al mercato.

No, non corriamo l’avventura. Non ci lasciamo sgretolare come te. Non ci lasciamo sorprendere come te. Diligentemente versiamo dal nostro pozzo: in casa, nella vita sociale e magari per un anno in Africa. I conti li teniamo noi; le decisioni le prendiamo noi. A dire il vero, non ci serve neanche, l’altra sorgente. Siamo abbastanza buoni e preparati per guarire il mondo.

Sconosciuta abitante di Sicàr, dacci un po’ della tua giovinezza, della tua incredibile innocenza.

Al nostro pozzo, da tempo Qualcuno è seduto. Non vorremmo che, tornati i discepoli, riprendesse il viaggio.



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