L'icona della missione, Intervista a Donna Lidia /2
Donne solidali con i missionari
Continua l'intervista... immaginaria a Lidia, la donna intraprendente di Filippi. Eravamo rimasti al fiume, dove le donne "credenti in Dio" si recavano per la preghiera del sabato giudaico...
Anche voi donne potevate fare il culto?
Alcuni rabbini affermavano che, per poter fare il culto sinagogale era necessario il "minjan",cioè essere almeno dieci persone. Ma contavano solo gli uomini adulti. Nel mondo ellenico invece, altri rabbini contavano anche donne e bambini. In questo modo, anche noi donne potevamo fare il culto sinagogale.
E lì avete ascoltato Paolo...
Sì, ma desidero farti una confidenza. Mi rattrista quando dicono che io ero una "tabula rasa", un foglio bianco. Paolo non ci ha incontrate vuote. Eravamo preparate per accogliere la Buona Notizia. Le nostre riunioni di preghiera, la lettura delle Scritture, l’esperienza professionale ci avevano preparato a quel momento. Posso fare un’analogia... al femminile? Eravamo pronte a ricevere il lievito e a essere lievitate, come la pasta aspetta il lievito che la donna mette e penta pane saporito.
È vero che hai "costretto" Paolo a restare in casa tua?
Paolo a volte era proprio ostinato! Anche se era cittadino romano, sembrava che non si rendesse conto di cosa significasse abitare e vivere in una città greco-romana. Filippi ci teneva a essere "colonia romana" e guardava con sospetto ai giudei, soprattutto se erano stranieri. Insistendo perché restassero nella nostra casa, volevamo dare a lui e ai suoi compagni di viaggio non solo ospitalità per il tempo che sarebbero rimasti in città, ma anche la sicurezza e la protezione che la nostra associazione d'artigiani poteva loro offrire. Abitando con noi, pentavamo responsabili per loro davanti alle autorità cittadine.
Come mai Luca è reticente a parlare di te,?
Cara sorella, tutta l’attenzione di Luca è rivolta a Paolo e al suo gruppo missionario. Le altre persone e i vari avvenimenti sembrano essere elementi decorativi che accompagnano la missione di Paolo e il cammino della Parola. Luca era un uomo pieno di buona volontà, ma era segnato dal suo tempo. Certo, ha dovuto parlare di me e della mia casa. Filippi, colonia romana e capitale della Macedonia, era anche la porta d’entrata dell’Europa di allora. Paolo e i compagni avevano incontrato noi e da noi donne erano stati accolti in questa città.
Noi donne siamo state la porta d’entrata della Buona Notizia in Europa.
Interessante e attuale!
Infatti, proprio in casa nostra è nata la prima comunità cristiana d'Europa. Nella nostra comunità le donne si sono sempre distinte. Eravamo donne coraggiose e autonome, professioniste competenti e di successo. La vita ci aveva modellato così. Nella nostra comunità ci sono stati anche disaccordi e litigi, come tra Evòdia e Sintiche. Ma Paolo ci riconosce come sue compagne nella diffusione del vangelo, ha saputo rispettarci e ha scritto che i nostri nomi "sono nel libro della vita" (cf Filippesi 4,1-3).
Amica e sorella Lidia, è stato bello parlare con te! Le tue parole lucide e chiarificatrici mi hanno fatto bene. Immagino la vostra allegria, quel sabato, nell’ascoltare le parole di Paolo. Parole che risuonavano nei vostri cuori. Vedo la tua determinazione nel chiedere il battesimo. E il tuo esempio deve aver spronato le tue compagne.
Insieme, siete state il primo nucleo in Europa a vivere relazioni ispirate nella Buona Notizia di Gesù. Anzi, avete rafforzato quelle relazioni di lavoro e d’impegno nella vita che già stavate sperimentando. Le parole di Paolo e il battesimo hanno rafforzato i vostri legami attorno a un progetto e vi hanno dato il coraggio di proporlo a tante altre persone.
Grazie sorella Lidia. Grazie sorelle, che ci raggiungete fino ai nostri giorni e ci spronate a non demordere, a credere che è possibile creare relazioni nuove.
Per continuare a riflettere
- Le parole di Lidia quali novità ci offrono?
- Confronta queste novità con quanto conoscevi prima su Lidia.
- Cosa pensi dell'impegno di queste "prime donne d'Europa"?
- Secondo te, quale ruolo possono svolgere le "donne credenti" per una nuova Europa?







