L’icona della missione: Donne, testimoni del Risorto
Scelte che marcano la storia: Le donne, prime testimoni di Gesù risorto
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Esiste ancora, nella società e nella chiesa, una visione andro-centrica?
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Nella tua comunità come è presente questa visione e con quale linguaggio si esprime?
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C'è qualcosa che sta cambiando in meglio?
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Fa' alcuni esempi concreti, negativi e positivi.
Fin dall’inizio, san Luca ci fa conoscere le sue intenzioni: dare continuità al suo primo libro, il vangelo. E lo fa molto bene, ricordandoci l’ascensione di Gesù e il ritorno del "gruppo" a Gerusalemme (si veda Luca 24,50-53 e Atti 1,7-14). Ma sorprendono questi versetti: "Entrati in città, salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo zelota e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui".
I nomi delle donne? Il testo indica solo i nomi degli uomini. Le donne non hanno nome. Possiamo immaginare che siano le stesse donne che Luca menziona nel suo vangelo (8,1-3). E forse anche a Marta e Maria, le amiche che avevano ospitato Gesù in casa (10,38-39). Donne che l'avevano seguito e servito fin dalla Galilea. Donne che erano salite con Gesù a Gerusalemme, fino ai piedi della croce. Donne che all’alba avevano visto il sepolcro vuoto, prime testimoni della resurrezione del Signore.
San Luca stesso ci dice che queste donne erano presenti anche al momento del ritorno di Gesù al Padre, accogliendo la promessa dello Spirito Santo e il comando a essere testimoni fino ai confini del mondo. Ora queste donne sono presenti con gli undici, con i fratelli e con Maria la madre. Sono lì insieme, che pregano e aspettano "la forza" promessa.
Suscita un po' di perplessità la lettura di questi brani, perché notiamo una presenza silenziata: Luca menziona tutti gli uomini, ma lascia nell’anonimato le donne. In seguito, descrive la giusta preoccupazione di Pietro a mantenere il numero "dodici", con la necessità di sostituire Giuda. Ecco il primo discorso di Pietro:
"Fratelli... tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato assunto in cielo, uno penga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione" (Atti 1,21-22). Pietro parla solo ai "fratelli" e chiede che sia "uno" tra loro a prendere il posto lasciato vuoto. Vediamo solo volti maschili. È una scelta che marca la storia.
Il discepolato femminile è testimoniato sia nei vangeli sinottici sia nel vangelo di Giovanni. Marco afferma che esse - le donne - seguirono e servirono Gesù dalla Galilea, salirono con Gesù fino alla croce
(Mc 15,40-41). Luca stesso annulla l’anonimato, testimoniando i loro nomi: Maria Maddalena, Giovanna, Susanna (Lc 8,2-3). E tutti gli evangelisti affermano che le donne sono le prime testimoni della risurrezione e che a loro è affidato l’annuncio destinato agli undici (Lc 24,1-10).
É un nuovo inizio! Era stato Gesù a nominare "i dodici", uno ad uno. Ma quelle donne, la cui testimonianza non aveva valore, ora il Signore Gesù le sceglie come portatrici della grande novità: "la vita ha vinto la morte!".
Le donne sono presenti. Eppure, in Luca troviamo il linguaggio tipico del suo tempo. C'è una visione del mondo e un linguaggio che mettono al centro l’uomo maschio. Una visione che fa dell’uomo e delle sue esperienze l’unico riferimento che conta, valido per tutte le esperienze umane.
Anche quelle donne - Maria Maddalena, Giovanna, Susanna e le altre - potevano corrispondere ai criteri proposti da Pietro per essere "apostole", per essere scelte al posto dell'apostolo che era venuto meno. Le scelte di Pietro marcano la storia delle comunità cristiane, influenzano la partecipazione delle donne nella vita della chiesa. La visione andro-centrica della realtà sociale ed ecclesiale ha in qualche modo messo in silenzio le donne, creando i presupposti per escluderle dai ruoli direttivi e dai ministeri ecclesiali.
Maria Maddalena, Giovanna, Susanna, Marta, Maria e molte altre donne avevano incontrato Gesù. Nell’incontro, era avvenuta una risurrezione. Erano rinate come donne nuove. Era stato l’inizio di un qualcosa completamente nuovo: donna discepola, apostola, diaconessa, testimone, missionaria, evangelizzatrice, donna... cristiana.
Fu un nuovo inizio... Deve avvenire un nuovo inizio... Per questo è urgente riscattare la storia delle donne, i loro volti e nomi, il loro protagonismo, la loro memoria e la presenza, anche nella chiesa.







