L’ecumenismo a Cremona, Un progetto che sta crescendo
L'attenzione all'ecumenismo nella diocesi di Cremona, dopo i primi segnali con il vescovo mons. Geremia Bonomelli e don Primo Mazzolari, nasce da un gruppo dell'Azione cattolica che partecipa a incontri sul dialogo, all'epoca del concilio Vaticano II. Nel 1978 il gruppo aderisce al Sae, il segretariato per le attività ecumeniche voluto da Maria Vingiani. Così lo spirito ecumenico cresce in alcune persone che si dedicano ad animare la preghiera per l'unità dei cristiani, insieme al centro ecumenico organizzato da don Ercole Brocchieri, direttore del settimanale "La vita cattolica".
Tutti intorno a un "tavolo"
Dopo il sinodo, per volontà del vescovo Giulio Nicolini, la diocesi crea la commissione ecumenica, il cui primo delegato è il biblista don Romeo Cavedo. In linea di massima, tutta l'attività è svolta soprattutto dal Sae, che diventa il perno dell'ecumenismo e mantiene un buon rapporto con la chiesa metodista valdese, presente sul territorio cremonese da molto tempo, e con la chiesa avventista del Settimo giorno.
Negli anni recenti, per volontà di Comune e Provincia ma con la partecipazione della Caritas e del segretariato Migrantes, nasce il "tavolo delle religioni": vi partecipano le confessioni cristiane sopra citate, la chiesa ortodossa (che riceve in uso dal vescovo Nicolini una chiesa), i rappresentanti dei cattolici africani e romeni, la comunità musulmana, i sikh, il gruppo Soka Gakkai.
Ma si può fare di più
In ambito ecumenico il Sae, con la partecipazione della commissione diocesana, organizza gli incontri nella settimana di preghiera per l'unità, l'incontro di preghiera preparato dalle donne, i laboratori di formazione ecumenica nelle parrocchie che lo richiedono, e ogni primo mercoledì organizza una riflessione sull'enciclica "Ut unum sint" di papa Giovanni Paolo II nel centro pastorale diocesano.
Nel campo del dialogo interreligioso, il "tavolo" organizza incontri che illustrano le varie religioni presenti sul territorio partendo da temi, come la pace, la giustizia, la libertà. Ci sono anche incontri di canto e preghiera, dove ogni gruppo presenta la sua espressione culturale e religiosa, sia a livello cittadino, sia in alcune parrocchie della diocesi.
Possiamo dire che in diocesi di Cremona lo stile ecumenico e il dialogo con le religioni sono vivi e i rapporti sono fraterni, anche se ci sono alcune difficoltà. Non sono ancora, però, tra le priorità pastorali e rimangono un po' a margine della vita diocesana, e soprattutto della vita nelle parrocchie. Confidiamo nella forza dello Spirito, che da piccole cose fa nascere grandi eventi.








