L’attualità del lievito evangelico
Ne parliamo con p. Rolando Trevisan
Anche i più zelanti missionari hanno bisogno di momenti di pausa dal lavoro che quotidianamente svolgono in mezzo al loro popolo d'adozione. Noi ne approfittiamo per interrogarli, quasi con avidità, perché ci ragguaglino sulle novità che incontrano nel loro cammino per appianare la strada al regno di Dio che viene.
Africa: ricca e sfruttata
L'Africa, si sente ripetere spesso, sta andando alla deriva. Le guerre e le avventure militari d' ogni specie si susseguano in un'interminabile girandola d'interessi. Si spazia dalla sete di dominio del gruppo locale, che tenta la scalata al potere, alle connivenze tra gli interessi economici delle multinazionali e dei mercanti di armi, con l'influenza geopolitica di grandi potenze mondiali. Tutti, ingordamente, vogliono sfruttare le immense risorse minerarie di questo continente, disgraziatamente ricco di materie prime, necessarie al mantenimento del1' enorme sviluppo tecnologico delle società benestanti.
Mal' Africa rimane l'eterna esclusa dal banchetto festante degli sfruttatori e non può fare altro che raccogliere le briciole dello sperpero delle sue stesse energie. Resta fuori dalla porta, come il Lazzaro della nota parabola di Gesù. Caso mai, diventa sempre più la pattumiera dei residui inquinanti prodotti dall'occidente.
Il seme buono e la zizzania
P. Rolando Trevisan, esperto missionario d'Africa, è stato ultimamente amministratore apostolico della diocesi di Uvira, situata in Kivu, nella repubblica democratica del Congo, uno stato della regione dei Grandi Laghi.
Padre Rolando ci dice che il prevalere dell'aspetto economico, lo strapotere del danaro, l' ansia di avere tutto e subito, stanno stravolgendo il mondo dei valori di cui l'Africa, nelle tradizioni più sane delle sue culture tribali, era ricca.
Proprio su queste sane tradizioni i missionari si sono sforzati di innestare la novità del vangelo. Attualmente tutta la Regione dei Grandi Laghi è dominata dai militari indipendenti del cosiddetto R.C.D. Si auto definiscono
"Assemblea Democratica Congolese", ma in realtà, sono un gruppo filo-ruandese, che persegue il sogno di un nuovo Stato allargato, sotto la guida dell'etnia Tutsi. Aspirano ad inglobare tutto quel vasto territorio, ricco di risorse minerarie.
A questi si oppongono i May - May, difensori dell'integrità della repubblica democratica del Congo. Noi li chiameremmo patrioti o partigiani. Sono legati a Kabila junior, figlio di L. Kabila, assassinato di recente.
Essi detengono il potere sull'immensa Repubblica con l'aiuto di forze militari straniere, provenienti dallo Zimbabwe, dal1' Angola e dall'Uganda, a loro volta, a caccia di opportunità economiche nel Kivu e nel Lumumbasci, note regioni minerarie.
Quel qualcosa in più che solo la fede può dare
Nel mezzo di questa intricata trama di interessi economici e politici, c'è l'immensa tragedia di milioni di persone che vivono in una situazione sempre più drammatica. Sono forzatamente sfollati dalle proprie terre; costretti a vivere in campi profughi; non possono coltivare e far fruttare adeguatamente i propri campi; sono costretti a scappare e nascondersi da un posto all' altro...
I pochi fortunati che hanno potuto continuare a coltivare la terra, sono sottoposti al continuo drenaggio delle scorte di cibo da parte della milizie che, compiendo scorribande, razziano tutto ciò che trovano.
I gruppi cristiani sopravvivono nel dolore e nella speranza, come tutti gli altri fratelli e sorelle. Ma hanno nel cuore quel qualcosa in più che solo la fede può dare.
P. Rolando ci ha dato, nei giorni che ha recentemente trascorso con noi, una dimostrazione di questo "surplus". Un cuore abitato da Cristo non può permettersi lo scoraggiamento. In una rinnovata capacità di amare, sa soffrire e condividere, in silenzio, confidando in Dio. I missionari rimangono sul posto, anche se ostacolati, perché il lievito della parola risanatrice del vangelo possa far fermentare il pane spezzato e condiviso della pace. Una pace che tutti aspettano e implorano.







