La preghiera è un parlare cuore a cuore con Dio. "Pregate incessantemente senza stancarvi", ha detto Gesù. Questo non per dirci di "dire" tante preghiere, quanto per invitarci a stabilire un colloquio intimo, personale, incessante con Dio. Pregare diventa allora uno sguardo fiducioso dell'anima verso il suo Dio come sua creatura. Diventa un canto di lode al Creatore e Signore dell'universo; richiesta di perdono per le proprie ingratitudine e infedeltà. Diventa richiesta di aiuto per sé e per i fratelli. Gesù insegnandoci il Padre Nostro, ci indica l'atteggiamento più bello da assumere verso Dio: quello di figli che sanno di essere immensamente amati dal Padre.
"Egli che ha sacrificato il suo unigenito Figlio per noi, come non ci darà ogni cosa insieme con Lui?". Figli che a forza di stare al cospetto di Dio, si lasciano trasformare da Lui fino ad assumere i suoi stessi sentimenti, la sua stessa passione d'amore per gli uomini. Gli chiediamo che venga il suo Regno, che si diffonda la civiltà dell'amore in tutti gli angoli della terra; che in noi e attraverso di noi, si faccia la Sua volontà.
Sapendo che senza di lui non possiamo fare nulla. Gli chiediamo la grazia per ogni giorno: il pane quotidiano. Il Signore Gesù ama che gli uomini vadano a Lui per ogni loro necessità e stimola alla preghiera insistente e fiduciosa con la parabola dell'amico importuno. "Se rimanete in me, chiedete quel che volete e vi sarà dato", è questa la condizione perché la nostra preghiera venga esaudita.
"Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore". Ecco: se ascoltiamo le sue parole e le mettiamo in pratica, la nostra preghiera sarà un valido aiuto anche per accompagnare il cammino dei missionari, perché Dio renda efficace l'annunzio della Parola con la sua grazia.
Monastero della Visitazione; Santa Maria - Reggio Calabria