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Dar da bere agli assetati

“Dar da bere agli assetati”: questa è la nuova iniziativa missionaria di primavera. Negli anni passati abbiamo parlato della fame nel mondo. Ci siamo dati da fare per soccorrere gli affamati , che sono oltre 850 milioni, soprattutto i bambini. Quest'anno, vogliamo pensare agli assetati , che sono più di un miliardo. Difficile dire con precisione quante siano le vittime. Mille milioni di persone, oltre alla sete, sono senz'acqua potabile. Bevono acqua malsana e inquinata, nociva alla salute. Tanti soffrono e muoiono per dissenteria e verminosi, soprattutto tra i bambini.

La comunità internazionale ha fissato una priorità per l'inizio di questo millennio: “Dimezzare, entro il 2015, la fame e la povertà estrema che affliggono metà della popolazione mondiale”. Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha giustamente affermato: “Gli obiettivi saranno raggiunti soltanto attraverso una vera alleanza internazionale contro la fame, un'alleanza che unisca i governi, le organizzazioni internazionali, la società civile, il settore privato, i gruppi religiosi e i singoli individui”.

Insomma, la vittoria nella guerra contro la fame, la sete, la povertà può essere vinta soltanto cooperando, cioè, lavorando insieme .

Noi cristiani e missionari, qualcosa lo stiamo facendo da molti secoli, perché lo sviluppo fa parte degli obiettivi della carità cristiana. “Dar da mangiare agli affamati; dar da bere agli assetati...” sono le opere di misericordia evangelica.

Non bisogna mai avere paura di amare e di fare il bene. I nostri sforzi possono sembrare inadeguati ai bisogni, ma Gesù ci incoraggia: “Anche solo un bicchier d'acqua, dato nel mio nome, non resterà senza ricompensa”.


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