Increduli come Giona?
In un mondo che si è già dato tutte le risposte, escludendo Dio, che senso ha la missione di annunciare la Parola di Dio? È una delle domande rimbalzate durante il convegno missionario nazionale a Sacrofano che mi ha colpito in particolare.
Mons. Ambrogio Spreafico, presidente di Missio, ha commentato la vicenda di Giona, mostrando i contatti con la nostra realtà odierna. “Sembra che la Parola di Dio non abbia niente da dire nel contesto di Ninive. Dio invece fa di tutto perché Giona vada, perché sa che la sua Parola può cambiare ogni situazione. Il profeta però non è d’accordo con la misericordia di Dio”. Giona è uno specchio della chiesa europea e, come Giona, la chiesa deve convertirsi alla missione.
Il tema dell'incontro con l'altro che mi completa, è stato trattato da suor Antonietta Potente, teologa e missionaria per molti anni in Cile.
“L'altro è colui che mi può dire qualcosa di Dio, che io non so. E allora la missione è necessaria per scoprire Dio, per andare a cercare l'Altro. La missione non è un dovere, ma un bisogno!”.
Mi è piaciuta anche la sollecitazione fatta dai coniugi sociologi, Chiara e Mauro Magatti, a proposito della formazione dei nostri preti: “I loro coetanei vanno all'estero con l'Erasmus, ma i seminari italiani non mandano mai i seminaristi fuori dal nostro paese. Così, rischiano di terminare gli studi con l'idea di un mondo piccolo, che non esiste più. La missione, invece, porta a un'apertura della mente, oltre che del cuore”.







