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Son già passati alcuni anni da un evento che, col tempo, assume ancora più bellezza e importanza. Ero in visita in un villaggio, a circa trenta chilometri dal centro della parrocchia. Ci recavamo in questa comunità, gestita dai laici, almeno quattro volte all’anno. In una settimana c'era il tempo per la catechesi, le Messe, le confessioni, i consigli di settore.

Un mattino, dopo l’Eucaristia, una signora entra in Chiesa, con discrezione: “Scusi, padre, non conosco le vostre abitudini. Sono protestante. Desidero parlarvi con sincerità”. La faccio sedere in un banco. “Ecco, mia figlia è al nono mese, prima gravidanza. Suo marito è un vostro insegnante, cattolico. Ebbene, lui si dà all'alcool e non si occupa per niente di sua moglie e lei è molto preoccupata”.

Ho rivolto parole di conforto, assicurando che sarei andato a incontrare il genero. Nel pomeriggio, alcuni giovani mi mostrano la casa del nostro giovane insegnante. Arrivati nel cortile, la porta della capanna era aperta ma nel salone non c'era nessuno. I bambini, che giocavano sulla sabbia del cortile, ci dicono di aspettare perché “c'è qualcuno là dentro”.

L'attesa si fa lunga e noi, impalati in piedi, cerchiamo di scherzare con quei bambini. La giovane donna esce dalla camera, scusandosi di averci fatto aspettare. Ci fa accomodare. Cerchiamo di spiegare il senso della nostra visita e preghiamo. Suo marito non c’è. Non ci dice altro. La ringraziamo, lasciamo il messaggio per il marito, e partiamo.

L'indomani, la giovane donna viene in chiesa: “Padre, non ho mai parlato con un bianco. Non ho mai parlato con un prete. Sono protestante dalla nascita. Ma ieri, è il Signore Gesù che vi ha fatto entrare a casa mia. Mentre voi avete bussato, ero sul letto e avevo già legato la corda sulla trave del soffitto. Eravate fuori e udivo la vostra voce. Io lottavo chiedendomi se sarei dovuta salire sulla corda. Alla fine, il tuo accento straniero mi ha incuriosito, ho abbandonato l'idea di impiccarmi e sono venuta verso di voi”.

Per lei, questa incredibile sincronicità di avvenimenti era la volontà di Dio. Ma, pensandoci su, ora possiamo dire che la madre di questa giovane donna ha saputo credere alla maniera della Cananea, sorpassando le barriere della confessione religiosa pur di salvare la vita di sua figlia. È stato l’incontro ecumenico più bello! E dopo tre settimane, il bimbo è nato! Fragile, ma senz’altro carico di una speranza in più: quella di Gesù Cristo, Salvatore.



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