In Sierra Leone, dopo la bufera, si celebra la Pasqua
Saveriani: Da 50 anni in Sierra Leone
Sierra Leone un Paese "bello di fama e di sventura". Le bellezze naturali della Sierra Leone, le immense ricchezze del sottosuolo, la cordialità dei suoi abitanti hanno fatto di questa piccola Nazione un punto privilegiato di incontro di vari popoli dell'Africa Occidentale e dell'Europa. In Sierra Leone sorta la prima università dell'Africa Occidentale, per cui la capitale Freetown si meritata il titolo di Atene dell'Africa Occidentale.
Ben nota anche la tolleranza religiosa dei sierraleonesi e la mancanza di profonde tensioni tribali. Purtroppo anche la sventura ha toccato questo popolo. Per nove anni una crudele guerra civile ha seminato distruzioni e morte. I guerriglieri sono in gran parte giovani e adolescenti strappati a forza dalle loro famiglie e addestrati con la violenza e false promesse a combattere contro il loro stesso popolo. Le cause di tutto questo vanno cercate nel degrado sociale e nella corruzione imperante a tutti i livelli. Non si dimentichi pure la lunga mano degli interessi finanziari stranieri interessati al controllo delle ricchezze naturali del Paese.
I missionari Saveriani sono presenti in Sierra Leone dal 1950.
Venivano da una Italia disastrata della Seconda Guerra Mondiale. Erano poveri di soldi, ma ricchi di fede e di zelo missionario. Il motto Saveriano, l'amore di Cristo spinge, li ha caratterizzati fin dal primo giorno. Oggi ricordiamo le grandi figure di mons.Augusto Azzolini, primo vescovo di Makeni, dei padri Attilio Stefani, Rocco Serra e di fr. Lio Stocco, già ritornati alla casa del Padre, assieme a tanti altri della prima generazione, esempio di fedeltà e dedizione: p. Camillo Olivani, p. Serafino Calza, p. Pietro Noaro, p. Giuseppe Rabito, p. Giuseppe Milan.
Il lavoro di questi confratelli e di tutti quelli che li hanno seguiti fino al presente ha fatto sorgere la diocesi di Makeni nel Nord della Sierra Leone e ha dato vita a tante altre comunità cristiane, con iniziative di apostolato in varie parti della nazione.
UNA NUOVA PRESENZA
Oggi giorno lo stile della nostra presenza si rinnova e cambia. Il movente, l'amore di Cristo, rimane sempre lo stesso. E' questo movente che ci ha sostenuto in questi ultimi anni di guerra e distruzione.Le strutture della Chiesa sono state ovunque saccheggiate o distrutte; i missionari feriti, sequestrati o allontanati. Anche i sacerdoti locali, i religiosi e le religiose, i catechisti e i leaders hanno sofferto simili vessazioni, dispersione, e perfino morte.
Un anno fa eravamo tutti dispersi; non abbiamo potuto celebrare la Pasqua nelle nostre Comunità; eravamo incerti sul futuro della Chiesa e della Nazione. Poi abbiamo constatato con gioiosa sorpresa, che le comunità cristiane si sono rafforzate nella sofferenza. I laici hanno assunto la direzione e la responsabilità delle Comunità, gli incontri di preghiera, dell'assistenza ai poveri. Distrutta la Chiesa di pietra emersa la Chiesa di pietre vive.
Anche la Nazione e la Comunità Internazionale hanno trovato la forza di raggiungere un accordo di pace. Rimangono i grossi impegni della riconciliazione, della giustizia, del recupero dei bambini soldato, delle ferite fisiche e morali degli amputati, delle donne violentate, del riconoscimento e pentimento per le violenze commesse.
Risorgeremo con Cristo
La comunità saveriana sta trovando forme nuove di servizio secondo le nuove esigenze della Chiesa e della Società sierraleonese. Siamo sempre più in una posizione ausiliaria, di animazione, di servizio, come agenti di speranza. E' proprio la carità di Cristo, la sua vittoria sulla morte e sul male, che sostiene la nostra speranza in un futuro di pace, e la nostra gioia di essere parte di questa Chiesa e di questo popolo.
Un anno fa non abbiamo potuto celebrare la Pasqua con le nostre comunità cristiane. Ora, con la cessazione della guerra e delle atrocità, guardiamo al futuro con la fiducia con cui il credente israelita in esilio desiderava il ritorno a Gerusalemme.
La risurrezione del Signore sostiene questa mia certezza: quest'anno la Pasqua a Makeni.
- mons. Giorgio Biguzzo, sx - vescovo di Makeni.
50 anni di presenza saveriana in Sierra Leone
L'otto luglio del 1950 sbarcarono a Freetown i primi quattro Saveriani. Scacciati dalla Cina, i figli del beato Conforti si spargevano nel mondo. Si apriva così per loro la prima missione in Africa: Sierra Leone.
- Dedichiamo a questo avvenimento il "Paginone"/Tema del Mese di questo numero.








