In servizio per la pace
La comunità saveriana di Cagliari è sempre accogliente, quasi in fermento. Tra luglio e agosto, abbiamo partecipato a diverse attività. Due studenti saveriani di Parma hanno trascorso un mese a contatto con le realtà diocesane dei senza tetto. Erano Nicholindo Putra e Jean Marie Ishara Nabahivi. Hanno condiviso con noi la vita di missionari in retrovia, ma sempre attivi. Non sono mancate celebrazioni liturgiche in luoghi estivi, con confessioni e Sante Messe presso turisti e bagnanti. Dal 31 luglio al 7 agosto, 120 giovani italiani ed europei hanno vissuto una settimana internazionale di formazione, servizio, condivisione e preghiera nel clima della pace tra i popoli (vedi articolo). Confratelli di passaggio, come p. Tonino Melis rientrato dal Camerun per cure, si sono sentiti a casa. Di tutto questo, ringraziamo il Signore che ha sempre fiducia nei suoi missionari.
Centoventi giovani di una quindicina di nazionalità diverse sono stati protagonisti del Campo estivo internazionale “Oceano di pace”, alla X edizione, organizzato dalla Caritas diocesana di Cagliari, in rete con altre realtà diocesane. Il tema di quest’anno era la pace “che vogliamo conquistare e far germogliare attraverso esperienze di servizio, cura, amicizia - ha sottolineato l’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi - così i giovani possono diventare a maggior titolo operatori di pace nei loro paesi e negli ambienti che torneranno ad abitare subito dopo”.
Punti cardine sono servizio e formazione. Le mattine i ragazzi hanno svolto volontariato in una ventina di servizi della Caritas e di altre realtà diocesane e la sera momenti formativi sui temi della pace, mondialità, fratellanza, ecologia integrale, guidati dalle encicliche di Papa Francesco Laudato si’ e Fratelli tutti. “Come ogni anno - ha commentato il direttore Caritas don Marco Lai - è stato occasione di incontro, relazioni, conoscenza, alla base del superamento di ogni pregiudizio e della crescita della fiducia. Un’iniziativa che permette ai giovani il confronto, ma anche uno spazio di crescita, educativo, importante per le loro scelte future”.
Il Campo è stato ospitato dalla comunità saveriana di Cagliari. Il rettore p. Marco Milia ha spiegato: “Il tema di quest’anno è un forte richiamo alla responsabilità che abbiamo come cristiani nel lavorare per la pace. Come missionari, poi, ci sentiamo coinvolti in varie forme di dialogo tra culture e religioni, guidati dall’ideale evangelico che ci chiede di portare a tutti il messaggio di amore e di pace di Gesù Cristo. Il Campo ci permette di contribuire al servizio di educazione alla mondialità e alla pace della Chiesa di Cagliari, mettendo a disposizione quello che siamo e che abbiamo”.
I commenti. “Abbiamo svolto un servizio importante per quelle persone che chiedono un pasto caldo” (Emanuele, 23 anni, impegnato nella Cucina Caritas). “Esperienza formativa stupenda, che ci ha permesso di entrare in contatto con realtà diverse dalle nostre” (Antonio, 18 anni, di Sessa Aurunca).
Tra i servizi svolti anche quello con Legambiente Cagliari. “Grazie a questa sinergia - ha spiegato Ahmed Naciri, presidente Legambiente Cagliari - i giovani hanno imparato l’importanza della tutela della propria casa comune”.
Tra i partecipanti c’erano anche alcuni giovani ucraini arrivati a Cagliari. “Una bella esperienza che mi ha permesso di fare nuove amicizie e di non pensare alla situazione del mio Paese” (Kateryna, 16 anni, di Uzhorod), nazione che manca molto a Ilarii, 15 anni. “È stato bello sentire parlare di pace. Abbiamo cantato tutti insieme una canzone in ucraino; ciò ha significato solidarietà e vicinanza. Quando la guerra sarà finita vorrei tornare nel mio Paese” (Taras, 17 anni, di Kiev). Diversi ragazzi e ragazze hanno scelto di ripetere questa esperienza come Giaklina (bosniaca) e Sofiya (Bielorussia).







