In memoria di Angelo Tognazzi
Al termine della Messa per il rito funebre, nel duomo affollato come poche volte accade, la giovane Shanika ha letto commossa il seguente comunicato, a nome della comunità cingalese di Brescia.
“Vivrai nei nostri ricordi”
“Noi cingalesi veniamo da una terra lontana. Partendo, sapevamo che a Brescia c’era un italiano di nome Angelo Tognazzi che ci avrebbe aiutato tanto. Così è stato. Caro signor Angelo, ci hai accolto, ascoltato, aiutato a trovare un lavoro, una casa, una scuola per imparare la lingua italiana, un medico e una medicina…
I nostri problemi diventavano i tuoi problemi. In te abbiamo visto un fratello, un amico, un padre, una persona sempre disponibile.
Noi ti abbiamo chiamato in ogni ora del giorno e della sera, ma al telefono la tua voce calma e mite ci ha sempre risposto. Per tutto questo ti ringraziamo dal profondo del cuore. Pregheremo sempre per te, signor Angelo: vivrai nei nostri ricordi”.
L’angelo del quartiere
Angelo Tognazzi (deceduto il 22 novembre 2013) noi saveriani l’abbiamo conosciuto bene: era il nostro vicino di casa. È stato lui a invitarci per primo a parlare al gruppo anziani della parrocchia del duomo, denominato “La bella età”. Di lui, abbiamo conosciuto tutta la famiglia: i figli Giacomo, Gianmaria, Anna e Giuseppe, e soprattutto l’affezionata sposa, signora Iolanda.
Un laico normale, spesso in giro con la sua bicicletta da donna e il cestello pieno di cose (medicinali, pane e pasta, frutta e fette biscottate…): impossibile da dimenticare. Era l’angelo del quartiere: per i poveri, gli alcolizzati, gli anziani soli e non più autonomi…
Era lui pronto a fare ogni servizio e commissione per chi avesse bisogno di una mano, calmo e instancabile.
Proprio con questa motivazione, ad Angelo era stato assegnato il “Premio Bulloni” nel 2002.
Un servizio fedele e sollecito
Dicono che i laici hanno poco spazio nella chiesa, poca o nessuna autorità… Angelo lo spazio lo trovava sempre; anzi, non gli bastava mai. Angelo l’autorità l’aveva dal suo servizio fedele e sollecito.
Vedendolo, pensavo a san Lorenzo: il diacono romano che si curava dei poveri di Roma; che distribuiva i beni ai bisognosi, secondo le loro necessità; che aveva presentato i poveri come “la vera ricchezza” della chiesa. Così è stato Angelo: un vero diacono - cioè testimone e servitore - della società e della chiesa, nel nome di Cristo Gesù.
Caro Angelo, in paradiso ti accolgano i poveri che hai servito e amato, e ti conducano all’abbraccio del Padre Celeste. Amen.
Ah, dimenticavo: ora che sei “diversamente vivo”, ispira qualcuno a prendere il tuo posto. Perché di bisognosi ce ne sono ancora, e tu sai quanto sono impazienti! Magari ispirane più di uno, perché a fare quello che facevi tu, uno solo non ce la farà mai. Grazie.






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