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In Cattedrale la memoria viva di san Guido Maria Conforti

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Il 27 aprile 1942, avviandosi ormai a conclusione il Processo informativo per la Causa di Guido Maria Conforti, il postulatore p. Faustino Tissot fa espressa richiesta ai canonici della Cattedrale di Parma - ove il Conforti è sepolto dalla morte, il 5 novembre 1931 - di poter avere in Casa Madre i suoi resti mortali. Dopo un’iniziale incertezza, i Canonici, in accordo con il vescovo mons. Evasio Colli, acconsentono, ad una chiara condizione: “Quando il Conforti sarà proclamato Santo torni una sua Reliquia insigne… certezza di santità vissuta!”.

Domenica 8 novembre 1942, nonostante la minaccia dei bombardamenti, una marea di parmigiani - i giornali d’epoca parlano di trentamila persone (vedi “Parma negli anni n. 10”, pp. 11-119) accompagna il feretro del Conforti, dalla Cattedrale all’Istituto dei Missionari.
In preparazione alla Beatificazione del Conforti, il 17 marzo 1996, durante l’allestimento dell’urna che tuttora conserva i suoi resti mortali, due presbiteri di Parma, il defunto don Alfredo Bianchi e don Andrea Volta, chiedono di esaudire la richiesta espressa dai Canonici nel lontano 1942. Essi scelgono il braccio destro: la reliquia viene custodita in Cattedrale nella Sagrestia dei Canonici, ed è esposta ad ogni anniversario di morte.

Pochi mesi dopo la proclamazione a Santo di Guido Maria Conforti (23 ottobre 2011), l’artista di Caserta, don Battista Marello, su richiesta di don Bianchi, responsabile dei Beni Culturali diocesani, procede alla lavorazione di una teca, quale custodia della reliquia: manufatto che vuole manifestare le convinzioni ed il motto operativo del Conforti. Afferma don Battista: “In omnibus Christus, il motto scelto da mons. Conforti, ora santo, dichiarava l’intento della sua azione pastorale, portare Gesù Cristo a tutte le genti attraverso l’annuncio del Vangelo ed il conferimento del Battesimo. Un’azione costante che è passata e passerà sempre attraverso il gesto di mani che benedicono, consacrano, ungono col crisma, versano acqua… La teca, nel mio intento, avrebbe custodito la mano e nel contempo, anche a porticina chiusa, ne avrebbe lasciato intuire la presenza (…) Nella zona inferiore del reliquiario innumerevoli altre mani di uomini e di donne si protendono verso l’alto, ad indicare le moltitudini di gente in attesa della salvezza. Nella parte posteriore è modellata la Vergine Assunta, immagine tratta dal logo della Chiesa Cattedrale. Il piano di chiusura posto al di sopra della teca termina formando una cupoletta, a simboleggiare la forma di una piccola casa che si innalza, dal sapore medievale (…)”.

Gli anni trascorrono e si giunge al decimo anniversario di canonizzazione del Conforti, lo scorso 23 ottobre 2021. In previsione di questa data, la Fabbriceria della Cattedrale aveva avviato il restauro della “Cappella dei Caduti Parmensi nella prima Guerra mondiale”, manufatto voluto dal Conforti negli anni 1918-1923. Nella primavera scorsa, nasce il progetto di affiancare alla Cappella dei Caduti un Memoriale di san Guido Maria Conforti, consistente nell’esposizione alla devozione dei fedeli del suo Reliquiario, di un quadro che ne palesi il suo volto e della cattedra episcopale da lui usata; mentre sulla finestra a destra dell’altare già figura il suo stemma episcopale.

Il dipinto individuato è quello realizzato dall’artista cremonese Alessandro Gallelli nel 1951. Era in possesso dei saveriani, prima a Cremona e ultimamente esposto alle Memorie Confortiane della Casa Madre a Parma. Tutta la prassi tecnico giuridica necessaria per tale donazione è stata espletata con generosità dall’Amministrazione Regionale dei saveriani, grazie ad Alessandra Ziveri e a p. Fabio D’Agostina, con l’accompagnamento costante del Centro Studi Confortiani Saveriani, e in collaborazione con il vicepresidente della Fabbriceria signor Luigi Vignoli.

Sabato 23 ottobre 2021, dopo la Messa solenne nel 10° Anniversario della Canonizzazione del Conforti, presieduta dal vescovo mons. Enrico Solmi, nella Cappella dei Caduti è esposta alla permanente venerazione dei fedeli la reliquia di San Guido Maria Conforti.
Giovedì 4 novembre 2021, si è tenuta l’inaugurazione dei restauri effettuati nella stessa Cappella, presenti il vescovo Enrico Solmi che taglia il nastro, le autorità cittadine e militari e i nipoti dell’artista Biagio Biagetti, assieme a tanta gente che ha ammirato il dipinto del Conforti.



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