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Il viavai estivo della missione, Vescovo di Fukuoka a Brescia

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A fine agosto i saveriani di Brescia hanno avuto la gioia di ricevere la visita di mons. Dominic Miyahara Ryoji, 54 anni, vescovo di Fukuoka in Giappone. È la diocesi in cui lavorano otto saveriani, tra cui p. Renato Filippini di Ghedi. Abbiamo gradito molto la visita e il motivo per cui è avvenuta: incontrare le famiglie e le comunità di origine dei missionari italiani che lavorano nella sua diocesi.

Un momento significativo è stato l'incontro con mons. Monari, che ha intrattenuto il vescovo giapponese e i saveriani che l'accompagnavano anche a pranzo, presso l'eremo di Bienno, in Valcamonica, dove il vescovo di Brescia stava guidando un affollato corso di esercizi spirituali per sacerdoti.

La battuta che ha suscitato più ilarità durante il pranzo è stata la risposta di mons. Dominic all'apprezzamento di mons. Monari sulla sua giovane età: "La giovinezza è una malattia che guarisce in fretta, mi disse il Papa in occasione della mia elezione a vescovo di Oita, quando avevo 45 anni". Per completare, mons. Monari ha aggiunto: "E la vecchiaia è una malattia che guarisce solo con la morte!".

...Ma nessuno ha fretta di guarire!

L'incontro culturale a Ghedi

Padre Renato e il suo vescovo sono stati protagonisti in una serata culturale a Ghedi, giovedì 27 agosto. La sala consigliare in "Largo della Pace" era affollata da giovani e adulti, per ascoltare la lectio magistralis del loro concittadino missionario su un tema molto attuale: "Finestre sul Giappone odierno: l'influenza delle nuove tecnologie sulle relazioni umane".

Proiettando dati statistici, grafici e foto, p. Renato ha descritto il complesso mondo giapponese, caratterizzato dall'invecchiamento abbinato alla diminuzione delle nascite, e dal preoccupante fenomeno dell'anonimato, della solitudine e del bullismo, soprattutto nei giovani, che si spingono fino a chiudersi in casa per mesi, negandosi a ogni contatto con l'esterno.

Sono situazioni paradossali di una società ultra-tecnologica: "in compagnia di milioni di internauti nella rete (internet e cellulari), ma soli nella realtà". Sono situazioni che riguardano ormai anche la nostra società occidentale. Tanto che p. Renato si è addentrato nelle nostre coscienze, costringendoci a riflettere su due interrogativi: "Come è cambiato il nostro modo di comunicare? Come siamo cambiati noi?".

Il pubblico, attentissimo fino alla fine, ha poi sollecitato altre riflessioni con domande rivolte al missionario e al vescovo. Una fra tutte: "Come fate ad annunciare il vangelo in un mondo tecnologico e isolato?". "Come missionario - ha risposto p. Renato - io propongo il messaggio di Cristo specialmente ai giovani. Cristo non ha mandato uno o tanti sms o e-mailimpersonali a una lista sconosciuta di possibili utenti. Egli è venuto di persona per incontrare ciascuno personalmente. Questo cerco di fare anch'io".

Il parroco e il sindaco hanno ringraziato per la bella serata e hanno chiesto al vescovo del Sol Levante di benedire la nuova sala consigliare. Le signore della parrocchia giapponese avevano confezionato e spedito tanti origami, in segno di gratitudine ai parrocchiani ghedesi; ma il pacco non è arrivato in tempo. È toccato poi a mamma Rosanna distribuire il dono agli amici che si sono presentati alla porta di casa.

P. Pistoni saluta S. Eufemia

Domenica 30 agosto, p. Girolamo Pistoni ha salutato la comunità di Sant'Eufemia, prima di tornare in Sierra Leone. Nell'omelia di 20 minuti, ha spiegato le letture bibliche e parlato dell'attività missionaria. "Permettete alla Parola di Dio di entrare nei vostri cuori, in modo da sostituire le tante parole umane che promettono felicità, ma lasciano l'amaro in bocca. Solo allora possiamo dire «va' dove ti porta il cuore!», perché il cuore è evangelizzato".

Insieme alla formazione umana e cristiana degli adulti, dei giovani e dei nuovi catecumeni, i missionari si dedicano anche ad alcune attività caritative e di sviluppo, a beneficio dei più poveri, dei malati e degli studenti bisognosi. "Dobbiamo fare anche questo - ha detto p. Girolamo - perché «un sacco vuoto non sta in piedi», per dire che a stomaco vuoto neppure il vangelo si regge".



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