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Congo RD: risultati… provvisori. Il 30 dicembre in Congo RD si sono svolte le elezioni presidenziali. La Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) ha proclamato vincitore Félix Tshisekedi (38,57℅) davanti a Martin Fayulu Madidi (34,83%) e al candidato del presidente uscente, Kabila, Emmanuel Ramazani Shadary (23,84%). Ma questi dati non corrispondono a quelli raccolti dal Comitato permanente della CENCO (Conferenza Episcopale nazionale congolese), grazie a 40mila osservatori. I risultati, inoltre, sono ancora parziali perché a marzo si voterà nelle regioni colpite dall’epidemia di Ebola e dalla presenza di gruppi armati. Qualcuno parla di un accordo tra Tshisekedi e Kabila. Nell’attesa di dimostrare certi collegamenti, si può dire che le elezioni rilevano una svolta rispetto al passato.

  • Congo RD/2: la chiesa, un modello. “Grazie all’impegno della chiesa, Kabila ha rinunciato a un terzo mandato e ha lasciato il potere. E ciò ha dato un senso alle iniziative che i cattolici hanno messo in atto in questi anni e che sono costate la vita a molti giovani rimasti uccisi, come martiri della democrazia. L’impegno della chiesa in Congo deve rimanere fonte di ispirazione per molte chiese locali in Africa. Ha dimostrato che la gente non sarà lasciata alla sola forza della politica. Ora, anche chi non ha avuto voce finalmente può esprimersi attraverso la voce della chiesa” (p. D. Zagore, SMA).
  • Due appelli per il 2019. “Che il 2019 sia un anno di pace e riconciliazione - auspicano i vescovi del Burundi in un messaggio a tutti i fedeli - pensate che ci sia abbastanza fiducia tra i politici per sedersi insieme e discutere per cercare soluzioni ai problemi che affliggono il Paese?”. In Bangladesh, invece, al nuovo governo, guidato dal Primo ministro Sheikh Hasina (al terzo mandato), i cristiani chiedono di concentrarsi sullo sviluppo della popolazione, garantendo dignità e diritti per tutti. “Urge fare di più per la libertà di parola, l'emancipazione dei poveri e delle donne, la sicurezza dei cittadini e l'armonia religiosa e sociale".
  • Filippine: l’attacco del presidente. Il presidente filippino Rodrigo Duterte si è scagliato di nuovo contro i vertici della Chiesa cattolica: li ha definiti “inutili” per aver criticato la sua amministrazione e ha invitato i fedeli a ucciderli. Come già fatto in passato, la Conferenza episcopale delle Filippine (Cbcp) ha deciso di non rispondere alle provocazioni. In diverse occasioni pubbliche, Duterte ha criticato la chiesa con toni violenti e spesso volgari. Sin dalla sua elezione, vescovi e sacerdoti hanno censurato alcune delle politiche governative, come la sanguinosa guerra alla droga, che ha causato circa 5mila morti ufficiali, e l’imposizione della legge marziale a Mindanao. Non solo i cattolici, ma anche i protestanti hanno manifestato irritazione per le parole del presidente.
  • p.6 martiri algeriaAlgeria: beati 19 martiri. Diciannove martiri cristiani, uccisi alla metà degli anni Novanta, sono stati beatificati l’8 dicembre in Algeria, in cui è ancora vivo il ricordo dei massacri compiuti nel “decennio nero” del terrorismo islamico fondamentalista. Tra questi, il vescovo di Orano, Pierre Claverie, e i sette monaci di Tibhirine. La cerimonia è stata presieduta dal cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi e inviato del papa. Vi hanno partecipato familiari e amici cristiani e musulmani dei martiri, e le autorità algerine. È stata la prima volta che una beatificazione si è svolta in un paese totalmente musulmano. La cerimonia è stata preceduta da un raccoglimento interreligioso tra musulmani e cristiani nella moschea Ben Badis, dove sono stati ricordati anche gli imam uccisi dall’intolleranza.
  • p.6 Pizzoli don GiuseppeDon Giuseppe Pizzoli, direttore Pom. Il cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Italia per un quinquennio (2018-2023), don Giuseppe Pizzoli, della diocesi di Verona. Quasi 60enne, veronese, don Pizzoli è stato missionario fidei donum in Brasile per 10 anni e per 5 in Guinea Bissau. Da un anno era direttore dell’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le chiese della Cei.

L’iniziativa: Il rapporto di Fides

Sono 40 i missionari uccisi nel mondo nel 2018, quasi il doppio rispetto ai 23 dell’anno precedente, e si tratta per la maggior parte di presbiteri (35); gli altri sono 1 seminarista e 4 laici. Lo riporta l’agenzia Fides nel suo rapporto annuale. È l’Africa al primo posto di questa tragica classifica. L’elenco registra tutti i battezzati, impegnati nella vita della chiesa, morti in modo violento, non espressamente “in odio alla fede”. Per questo si preferisce non utilizzare il termine “martiri”. A ogni latitudine presbiteri, religiose e laici condividono con la gente la stessa vita quotidiana, portando la loro testimonianza evangelica di amore e servizio per tutti, come segno di speranza e di pace, cercando di alleviare le sofferenze dei più deboli e alzando la voce in difesa dei loro diritti calpestati. Anche di fronte a situazioni di pericolo per la propria incolumità, ai richiami delle autorità civili o dei propri superiori religiosi, i missionari sono rimasti al proprio posto, consapevoli dei rischi che correvano, per essere fedeli agli impegni assunti.

La voce dei missionari: Migranti, una questione globale

p.6 aquarius europa“Il Global Compact sull’immigrazione testimonia che l’intero pianeta sente la necessità di trattare in maniera unitaria la questione dei migranti. Testimonia che si tratta di un tema da considerare senza i confini politici del mappamondo, ma con i reali confini fisici. Il planisfero va visto non dalla parte dei colori nazionali, ma con gli occhi di chi viaggia costretto a farlo per cercare migliori condizioni di vita”. Lo afferma suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle missionarie Scalabriniane, congregazione che sin dalla sua fondazione si occupa della cura dei migranti.
Il “Global Compact for Migration” è l’accordo voluto dall’Onu per dare una risposta globale al problema della migrazione. Firmato da oltre 190 Paesi nel 2016, è stato adottato il 12 dicembre dalla Conferenza intergovernativa di Marrakech, in Marocco, ed è stato approvato dall’Onu (l’Italia si è astenuta). Si parla di una migrazione disciplinata, sicura, regolare e responsabile, prevedendo una serie di impegni da parte di tutti i paesi per tutelare diritti e necessità di chi è costretto a fuggire.
“È la storia dell’essere umano a dire che la migrazione porta effetti positivi nelle comunità che accolgono. La migrazione porta dialogo, scambio ed è alla base del vero animo cristiano. È opportuno che Paesi come l’Italia, dalla profonda storia migratoria, siano coscienti di questo e partecipino attivamente sostenendo il Global Compact. Ciò ha un valore ancora maggiore alla luce della appena trascorsa Giornata internazionale dei migranti, dove il Pontefice ha ricordato come Gesù conosca bene il dolore di non essere accolto, e di come il nostro cuore non sia chiuso come lo furono le case di Betlemme”.

Una storia speciale: Gentilezza contro ostilità

Teresa Borsetti, di Brindisi, 89 anni ben portati, è salita su un aereo della Qatar Airways diretto a Doha. Fin qui, nulla di straordinario… Ma nonna Teresa aveva un sogno in testa, da più di vent'anni. Era il 1997, quando lo sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani, uno degli uomini più ricchi al mondo, era a Brindisi e passeggiava sul lungomare. Leggenda vuole che allo sceicco servisse urgentemente una toilette, ma che i bar della zona fossero chiusi. Così, l’emiro ha bussato casualmente alla porta di Teresa che lo ha scambiato per un normale turista. Lei gli ha aperto, lo ha accolto, gli ha messo a disposizione il bagno, preparato un caffè, e insieme hanno scambiato sorrisi e parole semplici. Un gesto non dimenticato. Lo scorso Ferragosto, lo sceicco, arrivato nel porto di Brindisi, si è ricordato di quell’episodio di tanti anni prima, ha cercato e trovato Teresa e l'ha invitata in Qatar, dandole appuntamento a fine anno. Così, nonna Teresa ha festeggiato il suo capodanno da favola, ospitata a Doha insieme alla sua famiglia. 
Il senso di questa storia è che la gentilezza disinteressata della signora Teresa conferma la convinzione che le azioni di ogni individuo, prima o poi, producono sempre un risultato da qualche parte. Inoltre, la cortesia, questa sconosciuta, esiste ancora. Sono episodi, pennellate di luce, che ci inducono a pensare che l'umanità non ha smarrito del tutto il seme della convivenza elegante e delicata.
Alberto Caprotti - Avvenire



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