La Festa di S. Francesco Saverio
Una trentina di presbiteri e tre vescovi dell’arcidiocesi di Salerno hanno preso parte alla festa di San Francesco Saverio, organizzata e voluta dalla famiglia carismatica saveriana di Salerno. Una decina di alunni della scuola alberghiera “Virtuoso”, accompagnati da alcuni insegnanti erano presenti alla festa e si sono occupati in particolare della cucina.
Dopo un breve momento di preghiera, dedicato al santo missionario delle Indie, ci siamo immersi nella conoscenza dei nuovi martiri saveriani beatificati a fine agosto. È stato p. Faustino Turco, postulatore generale dei missionari Saveriani, a illustrarci la vita di p. Luigi Carrara, p. Giovanni Didonè, fratel Vittorio Faccin e l’abbè Albert Joubert (presbitero diocesano congolese), uccisi nel lontano 28 novembre 1964.
Nel presentarli, p. Faustino li ha nominati “martiri della fraternità” perché vivevano la loro vita e missione non a nome proprio ma a nome dei fratelli congolesi a cui erano chiamati e inviati ovviamente radicati e ispirati dalla vita Gesù. Erano vite vissute nella logica di farsi fratello, testimoniate con scelta, non subita, di vivere il Vangelo fino in fondo. Tanto che p. Luigi Carrara, ricevendo la destinazione nel 1962, ai suoi genitori diceva: “Rallegratevi con me perché ho ricevuto la destinazione in Congo; è un momento storico ed è un momento in cui l’Africa va amata”.
Sognare la fraternità spinti da Cristo è l’aspetto che accomuna San Francesco Saverio e questi quattro martiri. Lo sia anche per noi.







