La cascina come monastero: Giacomo Zucchinelli, laico fedele
Il 26 maggio, è mancato Giacomo Zucchinelli, fratello di p. Luigi, rettore dei saveriani a Tavernerio. Dalla Sierra Leone, dove era stato invitato a predicare gli esercizi spirituali ai saveriani, p. Luigi ha scritto: "Giacomo ci ha mostrato che le difficoltà che incontriamo nel nostro cammino verso il Padre non devono scoraggiarci. Dio ci chiede di camminare nella fede e di sforzarci per essere graditi a Lui".
Nella festa per gli ottant'anni, ad agosto 2007, lui stesso aveva detto: "Ho lavorato tutta la vita per la mia famiglia. Tutte le mie giornate sono state lavoro nei campi e nella stalla, casa e chiesa la domenica". Sua sorella Santina ha paragonato la sua vita a quella di un monaco benedettino: "Il suo monastero era la cascina: il duro lavoro nei campi durante il giorno; la sera e la mattina la stalla con le mucche, i maiali, le anatre e le galline da accudire, il fieno da raccogliere... Se il benedettino vive la regola del "prega e lavora", Giacomo - da buon laico - è vissuto con la regola del "lavora e prega".
Lo conferma p. Luigi scrivendo dalla Sierra Leone: "Giacomo ha vissuto la beatitudine dei poveri in spirito; ha vissuto una vita semplice, accontentandosi del poco necessario. È stato fedele, facendo di Dio il centro della sua vita e partecipando frequentemente all'Eucaristia".








