Il vento nuovo della missione
Domenica 27 ottobre, numerosi amici, ex-allievi e familiari hanno festeggiato insieme i 100 anni dell’arrivo dei saveriani a Vicenza. L’incontro è stato semplice, nella gioia di ritrovarsi ricordando il passato e nella prospettiva di un futuro diverso, alla luce del nuovo tempo. Nel cuore c’è la passione per la missione dell’annuncio del vangelo.
È incoraggiante per noi saveriani sentirci parte di una bella storia di 100 anni a Vicenza. Gli ex-allievi sanno raccontare, ricordano avvenimenti, riportano nomi di educatori e di studenti fin da quando la nostra prima casa qui accanto era abitata da 130-150 ragazzi delle scuole medie… Oggi, ci chiediamo: “Dove sono le giovani vocazioni che potrebbero continuare l’opera?”. C’è un cambiamento d’epoca radicale e veloce che investe la chiesa e la sua missione. I missionari e le missionarie italiane sparse per il mondo diminuiscono, l’età media avanza. Il vento della missione sta cambiando direzione; spinge da sud verso nord. Crescono i presbiteri non italiani in servizio (sono 819).
La tentazione è quella del ripiegamento o di “salvare il salvabile”. Siamo invitati, invece, a non piangere il tempo passato, ma a vivere a proprio agio nella storia, ad avere una profonda simpatia per questo nostro tempo, ad ascoltare lo Spirito che ci rende attenti e pronti a trasformare ogni situazione in occasione. Possiamo vivere l’attuale trasformazione come opportunità che lo Spirito ci offre per rinnovarci. Egli è la guida nelle situazioni della vita, perché ci aiuta a viverle come occasioni di crescita. Papa Giovanni diceva che metteva il suo cuore là dove posava il suo piede.
La chiesa universale cammina sempre più nel riconoscimento della sua natura missionaria. Papa Francesco, in tutti i suoi documenti, ricorda che “non bisogna perdere la tensione per l’annuncio” a coloro che sono lontani da Cristo. L’attività missionaria, ancora oggi, “rappresenta la massima sfida per la chiesa”.
Con papa Francesco, con il suo insegnamento e con la sua azione, sembra chiaro il passaggio da una evangelizzazione che cerca proseliti, a una missione vissuta nella testimonianza, capace d’attrazione. Quando i cristiani insieme vivono il vangelo testimoniando la sua bellezza, profondità e ricchezza, attraggono le persone in mezzo alle quali vivono.
“L’esperienza missionaria nei secoli passati ha visto protagonista l’Europa; ora la missione deve ritornare all’Europa (all’Italia)... L’esempio più luminoso è l’elezione e il ministero di Papa Francesco: lui è il frutto più evidente del ritorno della missione” (mons. Beschi, Presidente di Fondazione Missio).
“I nostri Istituti missionari, oggi ridotti nel numero e con un’età media elevata, sono paragonati a piante ormai rare, minacciate di estinzione, ma che sono da salvaguardare e da coltivare con tenacia e attenzione per il loro servizio” (p. Mario Menin, “Missione Oggi”).







