Il vangelo tra pianure e colline: Le saveriane in Thailandia
Nel 2000, le saveriane missionarie di Maria hanno iniziato una missione in Thailandia. Collaborano con i sacerdoti fidei donum del Triveneto. La saveriana Maria Angela descrive qual è il lavoro delle missionarie nella nuova missione.
Gli abitanti della Thailandia sono circa 60 milioni e in gran parte di religione buddhista. I cattolici sono solo poche decine di migliaia. La nostra missione si svolge tra le popolazioni povere del nord, a Chae Hom. È una zona rurale formata da pianure coltivate a riso e da colline; una zona ben diversa dalle spiagge di Phuket che il maremoto ci ha fatto conoscere.
Le tribù dei monti
Gli abitanti dei villaggi di pianura sono in genere buddhisti. Le colline sono invece popolate dalle “tribù dei monti” - akha, lahu e mong - che osservano una religiosità naturale animista. Credono negli spiriti degli antenati, ai quali offrono incenso e doni in natura. Dominati dal timore di compiere azioni che dispiacciano agli spiriti, cercano di placarli moltiplicando le offerte sacrificali. Le tribù dei monti non sono d’origine thailandese, ma sono immigrate molto tempo fa da Birmania, Tibet e Cina. La loro presenza era considerata illegale dal governo fino a qualche anno fa. Stavano sulle colline, quasi nascosti, e per vivere coltivavano e commerciavano illegalmente l’oppio.
Solo ultimamente, con l’aiuto dei missionari, i tribali hanno potuto ottenere la cittadinanza thailandese e quindi usufruire degli stessi diritti civili riguardo alla scuola, all’assistenza sanitaria, al lavoro. Alcuni catechisti, che conoscono bene le loro lingue, li hanno invitati a scendere a valle in modo da ottenere un’occupazione onesta e poter mandare i figli a scuola.
L’attività di formazione
Noi saveriane a Chae Hom svolgiamo l’attività pastorale secondo la preparazione specifica di ciascuna. Teresa si occupa dell’aspetto formativo cristiano: prepara la catechesi per i vari gruppi e programma gli incontri di formazione. Partendo da episodi del vangelo, cerca di offrire una visione più ampia della vita di Gesù e dell’opera di evangelizzazione. Qui la gente non conosce Cristo. Coloro che hanno iniziato a conoscerlo formano piccole comunità cristiane, dove il sacerdote va a celebrare l’Eucaristia una volta al mese. Altri cominciano solo adesso a essere interessati al vangelo.
L’altra saveriana Januita dirige il centro formativo di Chae Hom, che ospita un’ottantina tra ragazzi e ragazze delle scuole superiori. Il centro, oltre allo studio e ad altre attività educative, offre ai giovani la possibilità di imparare a coltivare la terra e ad allevare il bestiame. Per periodi limitati, il centro ospita anche persone che hanno bisogno di disintossicarsi dall’oppio e organizza campi estivi per i bambini dei villaggi circostanti.
L’assistenza ai malati
Io mi dedico a visitare i villaggi delle tribù lahu e akha. Offro un servizio di fisioterapia a bambini e adulti disabili nelle loro case e curo gli ammalati di Aids. Tutte le persone che incontro sono buddhiste o animiste.
I catechisti locali mi presentano come “la suora cattolica venuta ad aiutare gli handicappati” e, di solito, le persone accettano volentieri la mia presenza. Quando mi chiedono perché fai questo servizio e chi mi ha mandata, rispondo che lo faccio a nome di Gesù, perché anche Lui aveva a cuore gli ammalati.
In quelle occasioni, spesso nasce l’interesse e l’apertura del cuore per approfondire chi è “questo Gesù” che si prendeva cura dei bisognosi.







