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Il valore della carta e della stampa

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In redazione spesso arrivano telefonate ed e-mail che, per giustificare la sospensione dell’invio del Giornale, si appellano ad una motivazione oggi molto di moda: “per evitare lo spreco di carta”. Detto che chi non desidera più leggerci, magari raccogliendo l’eredità di nonni, genitori e zii, non è obbligato a farlo, vorremmo ribadire qui, in questo numero dedicato all’ambiente, che l’investimento sulla carta è oculato e affidato alla tipografia Litos di Gianico. L’azienda è sempre attenta al miglioramento dei propri standard di qualità, con particolare attenzione all’ambiente e alla riduzione degli impatti ambientali. Ha intrapreso un percorso di certificazione che si è concretizzato con l’ottenimento della Certificazione forestale FSC®. Grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili per la propria produzione, riduce ampiamente le emissioni di CO2 immesse nell’aria. Proprio Litos, nel dicembre scorso, con gli AUGURI per Natale e per l’anno nuovo ha specificato a tutti i suoi clienti un concetto che noi giriamo a voi.

“Nel 2024 affrontiamo il tema delle buone pratiche nel settore della stampa, pratiche che perseguiamo costantemente per migliorare. Nell’ultimo decennio, con la diffusione del digitale, si è consolidata l’idea che la carta stampata sia poco sostenibile e dannosa per l’ambiente. Tuttavia, è fondamentale riconoscere che anche l’uso di dispositivi digitali e piattaforme online ha un notevole impatto ambientale: dalla produzione e lo smaltimento di dispositivi elettronici all’energia consumata dai data center e server web, così come quella necessaria per l’utilizzo quotidiano dei nostri dispositivi elettronici. Al contrario, la carta è un materiale rinnovabile se gestito in modo sostenibile. Con la giusta consapevolezza, è possibile bilanciare e integrare entrambi i supporti, cercando soluzioni sostenibili per il nostro pianeta. Noi crediamo in questa missione: voi?”.     

Poi ci sono anche parroci, amministratori parrocchiali o delegate/i che davanti alla formazione delle Unità Pastorali e alla ‘caduta’ del parroco, chiedono la sospensione perché “qui non ci sarà più nessuno”. Eppure togliere dal cellophane una copia e lasciarla in fondo alla chiesa per chi ancora entra e frequenta, non fa mai male, anche se il titolare è stato… destituito. Insomma, non è mai uno spreco di carta, finché c’è vita, finché un calice viene innalzato, finché la presenza dei laici mantiene attiva una comunità. Ma questa è tutta un’altra… parrocchia!



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