Il Signore li ha presi sul serio, L’ordinazione di Simone Piccolo
Sabato 13 giugno il sole si è levato più splendente del solito sopra la parrocchia S. Maria Ausiliatrice della Gazzera. Anche lui voleva partecipare al grande evento che tutta la gente del quartiere di Mestre stava per vivere. Simone Piccolo, missionario saveriano nato e cresciuto in questo territorio, è diventato sacerdote. La storia ha avuto inizio tanto tempo prima, anzitutto nel disegno di Dio, ma poi nella preghiera dei genitori e nello zelo di don Luigi Stecca, suo parroco.
Vocazione... con laurea
Papà Oscar ricorda: "I figli Simone e Stefano erano ancora alle elementari e mamma Giannina collaborava con la parrocchia come catechista". Poi un giorno don Luigi ha invitato i catechisti a un incontro in cui sottolineava la necessità di vocazioni sacerdotali e proponeva ai genitori di pregare con costanza, perché il Signore scegliesse tra i loro figli chi lo avrebbe servito all'altare. Oscar e Giannina presero l'impegno sul serio, ma pensavano "i nostri vicini sono migliori di noi e il Signore sceglierà in quella o quell'altra famiglia...".
Invece durante gli studi universitari, Simone rivela la sua decisione: non solo sacerdote, ma missionario. Il Signore aveva preso sul serio Oscar e Giannina. "Ma sei proprio sicuro? Ma la tua laurea? Ma, ma, ma... ". Sono le domande inevitabili per chi si vede cambiati i progetti e le aspettative della propria vita. Simone, consigliato dal parroco don Luigi e dai saveriani conosciuti a Zelarino, ha continuato a rispondere positivamente al Signore e il 13 giugno è diventato sacerdote.
Una comunità partecipe
In presbiterio, oltre al vescovo ausiliare di Venezia mons. Beniamino Pizziol, c'erano più di venti sacerdoti, confratelli saveriani e amici di Simone. Nella folta assemblea c'erano gli studenti saveriani e le saveriane, tra cui Jone Manente, missionaria in Congo e anche lei nativa della Gazzera.
Nell'omelia mons. Beniamino, con parole coinvolgenti e ispirate, ha parlato di Dio, della comunità, del sacerdozio e della missione. "Dio è il primo responsabile di ogni vocazione, ma in particolare di quella sacerdotale. Senza la sua chiamata e la sua forza è inconcepibile il passo che Simone sta per fare. La comunità deve sentirsi partecipe, perché la vocazione di Simone è nata e cresciuta nel suo grembo, perché il sacerdote è un dono per tutta la comunità e perché l'impegno che vi prendete è di continuare ad assisterlo con la preghiera".
Responsabile di ogni anima
Dopo essersi prostrato a terra, Simone si è alzato trasformato in Cristo, e come Cristo porterà il lieto annuncio della salvezza all'umanità. Una salvezza operata da Gesù con la sua morte e risurrezione, per donare, con il sacramento della riconciliazione, la libertà a chi è schiavo del peccato e farlo sentire figlio di Dio. Gesù insegna il metodo per operare tutto questo: il catino e il grembiule, ossia il servizio ai fratelli come ha fatto lui, fino a farsi "mangiare" nell'Eucaristia per essere vita per tutti.
Ma ricordiamo che ogni cristiano ha il compito della missione; non possiamo delegarlo a Simone. Con lui dobbiamo estenderlo al mondo intero, seguendo l'esempio di san Francesco Saverio, patrono delle missioni e dei saveriani in particolare.
"Dovunque c'era un'anima, lui si sentiva responsabile": è l'augurio e la preghiera per Simone.








