Il Signore ha chiamato a sé p. Bertoli
Chi non conosceva p. Dante? Per anni ha percorso in lungo e in largo città e paesi d'Italia. Soprattutto ha operato in quel di Cremona, dov'era nato nel novembre del '22, a Villanova di Brazzuoli, e dove ha lavorato generosamente per anni, dopo essere stato ordinato prete a Parma nel 1947.
La sua vocazione era nata a contatto con i Saveriani che avevano aperto la villa di Grumone (Corte dé Frati) come casa di formazione per aspiranti missionari. La sua infanzia era stata segnata da gravi lutti: ancor prima di nascere aveva perso il padre, da cui prese il nome di battesimo; e dopo pochi anni anche la madre. Fu allevato con amore dalla zia materna, Erminia, che era nubile, e dallo zio Ottorino.
Il distacco dalla seconda famiglia non fu senza lacrime: p. Scaglia ricorda di averlo consolato in molte occasioni. Fece il Noviziato a $.Pietro in Vincoli, dove emise la Professione religiosa nel 1939. Dopo l'ordinazione, operò in alcune case saveriane, prima di partire per il Pakistan Orientale (oggi Bangladesh) nel 1958, dove i Saveriani cacciati dalla Cina avevano aperto una nuova missione.
Il suo grande sogno, che è quello di ogni missionario, si trasformò ben presto in un incubo: l'ambiente fortemente islamico, il clima micidiale per il caldo e l'umidità, come pure le difficoltà di ambientamento, lo fecero cadere nella depressione e nell'esaurimento nervoso.
Per questo i Superiori lo richiamarono in Italia: la sua esperienza missionaria era durata meno di due anni. Ci volle del tempo per recuperare la salute e guarire le ferite interiori. Ma p. Dante, non ancora quarantenne, era ben deciso a riprendere il cammino per fare il missionario ovunque il Signore lo chiamasse.
La sua nuova missione lo portò a Pegli, Zelarino e Salerno, dove i Saveriani avevano case. Mentre svolgeva il suo ministero, come pure l'insegnamento, trovò il tempo per studiare e laurearsi in Missionologia a Roma. Lavorò poi a Parma nel Movimento CEM, curando la rivista e i contatti con gli insegnanti.
Negli ultimi anni la mente di p. Bertoli cominciò ad entrare in una nebbia sempre più fitta, fino a perdere del tutto la memoria. La fisarmonica, compagna inseparabile nei suoi viaggi e negli incontri con giovani e anziani, divenne sempre più muta. Padre Dante visse i suoi ultimi anni a Parma, amorevolmente assistito, in compagnia di tanti altri confratelli anziani che, come lui, hanno speso gli anni migliori della vita al servizio di Dio e alla costruzione del suo Regno.
Dopo qualche settimana di agonia, Dio lo ha chiamato a sé, a ricongiungersi con i suoi cari: era il 18 agosto 1998: "Vieni, servo buono e fedele, entra nel gaudio del tuo Signore!".








