Un messaggio che ci unisce tutti
Nella giornata di dialogo e di fraternità tra fedi e culture diverse, il 4 ottobre, festa di S. Francesco, è stato piantato l’ulivo della pace in via dei Mariani nel parco Birichino. Era un momento che si inseriva all’interno del programma religioso della festa patronale di Desio (“Festa del Madunin”).
Il parco sorge in un quartiere dove l’integrazione tra culture e religioni è già presente da tempo. In tanti hanno partecipato all’evento: missionari e laici saveriani, il parroco della comunità “Santa Teresa di Gesù bambino” don Gianni Cesena, la comunità pakistana “Minhaj ul quran”, il sindaco Roberto Corti, Desio città aperta, il comitato di quartiere Prati e l'equipe del dialogo.
Solo sabato 3 ottobre papa Francesco ha firmato la sua terza enciclica, "Fratelli tutti”, richiamata da don Gianni: “Solo insieme si esce dalla pandemia; il creato è dono di Dio e la casa dell’uomo, ci tengo a sottolinearlo perché lo vediamo anche come impegno oggi per il futuro del mondo”.
Ashraf Mohammed Koakhar della comunità pachistana ha invece ricordato la presenza e il dialogo continuativo con la comunità musulmana nel corso degli anni. “Piantare questo ulivo è simbolo di impegno della cura del creato e per essere fratelli di tutti. Il percorso di integrazione fatto insieme a Desio è stato positivo; certamente non sempre è stato semplice, ma bello”.
Anche il sindaco ha aggiunto un pensiero: “Grazie per questo gesto simbolico che lascia una presenza nel quartiere, che già pensa in maniera comunitaria. Tutti dobbiamo cercare di camminare nella stessa direzione, per curare il creato e scegliere cosa vogliamo lasciare un domani ai nostri figli”.
Per l’occasione Nazir Chaudhry Shahid ha scritto una poesia. “L'unica pianta / Adamo ed Eva / l'unico tronco / quanti rami / tanti rami / quanti fiori / rossi gialli / bianchi neri / Quante foglie... foglie infinite /siamo noi / tutti... foglie di pace / pace, pace”.







