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Il santuario della Madonna degli occhi

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Le colline della Romagna conservano luoghi sacri che ricordano la sua storia cristiana. Nella valle del Bidente da Galeata il santuario di Sant’ Ellero, a Santa Sofia il santuario di Collina di Pondo, a Isola la chiesa di papa Pasquale II, Santa Maria in Cosmedin sono oggi luoghi religiosi in zone spopolate. Tutti, ormai scelgono i paesi della via Emilia o della costa romagnola.

La storia narra che…

Ho avuto l’occasione di incontrare don Andrea Santandrea a Collina di Pondo, 4 chilometri sopra Santa Sofia. È stato compagno di seminario del saveriano p. Giuseppe Arrigoni, missionario in Congo, col quale ha celebrato il 25° di ordinazione. Ora, don Andrea è un anziano parroco che ha abbellito la chiesa santuario di San Sisto, arricchendola di affreschi. Ha costruito un trittico esterno in muratura: tre scene del miracolo di una Signora apparsa a una sordomuta nel giorno di Pasqua del 1570, guarendola.

La storia narra che una donna chiese alla bambina sordomuta un agnellino. La bambina corse a dirlo ai genitori. Il parroco e i membri della comunità si recarono sul luogo indicato dalla bambina e trovarono in un romitorio abbandonato un quadro con l’immagine di Maria con il gregge attorno. Il quadro si trova ora all’interno del santuario. Molto probabilmente rappresenta il volto della Madonna che guarda il Bambino sulle ginocchia o per terra.

Il messaggio del condannato

I fedeli e i pellegrini si rivolgevano alla Madonna per la protezione durante le calamità naturali e le guerre. Una lapide ricorda la triste rappresaglia nella zona a Sodelle a Torto di Sopra e a Belvedere, di sedici persone per l’uccisione di due soldati tedeschi il 29 giugno 1944. Sui muri di una casa, un condannato a morte aveva scritto: “Cara bambina mia, la mamma è già volata in cielo. Io sto per raggiungerla ed unirmi a lei. Ti affido agli zii. Vogli loro bene, ubbidiscili. Così saprò che il nostro sacrificio non sarà stato inutile. Non dovrai vergognarti di noi, e quando sarai grande capirai. Addio! Ti abbraccio e ti bacio, il tuo papà”.

Luogo di preghiera e meditazione

Don Andrea era entrato come parroco a Pondo il 17 gennaio 1963, con mezzo metro di neve e accolto da nove fedeli. L’ho incontrato alla festa annuale di Sant’Antonio Abate. La chiesa era piena per il ritrovo annuale di tutti i nativi, ritornati con le loro famiglie.

Oggi, la Confraternita organizza la festa di Sant’Antonio Abate e la festa della Madonna di Pondo. Don Andrea ha fatto costruire le cellette del santo rosario, trasformando il luogo in strada di preghiera e la chiesa con i suoi quadri in ritrovo di meditazione.



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