Il ricordo di p. Lino Maggioni
Ho conosciuto p. Lino Maggioni ad Ancona, nel ruolo di maestro dei novizi, durante l’anno di noviziato 1982-1983. Mi rendo conto che sto parlando di oltre quarant’anni fa. Più avanti negli anni, invece, l’ho incontrato a Tavernerio durante il corso dei Tre Mesi organizzato dai Saveriani.
Avevo 18 anni quando l’ho visto per la prima volta e ho avuto l’impressione di un uomo buono e severo. Voleva che facessimo bene le varie attività e, allo stesso tempo, sapeva ringraziarci per il servizio svolto. Cercava di trasmetterci le sue capacità artistiche, dato che lui dipingeva, lavorava il ferro e sapeva parlare bene mantenendo viva la nostra attenzione. Era pieno di creatività. A volte, ci faceva riparare o costruire un muro e, dopo qualche giorno, dovevamo rifarlo o abbatterlo perché aveva cambiato idea o disegno. Forse, voleva metterci alla prova per vedere se l’obbedienza fosse una virtù dei suoi novizi.
P. Lino era un uomo e un missionario aperto e progressista. Ricordo che usava la psicologia per descrivere il nostro carattere e voleva che crescessimo sani. Un giorno si è avvicinato e mi ha detto: “Da domani, insieme ad un altro novizio, verrai con me dalle suore Pie Venerini a fare scuola”. Rimango di sasso, ma sapevo che quando p. Lino aveva deciso bisognava assecondarlo. Erano solo ragazze, più o meno della mia età, che ascoltavano e partecipavano alla lezione di religione. Con il passare del tempo p. Lino ci ha lasciati soli con le diverse classi in almeno due o tre occasioni. Non mi sono innamorato di nessuna di queste ragazze, forse perché sentivo l’importanza del ruolo e la necessità della coerenza con il messaggio che trasmettevamo. È stata una bella prova a livello affettivo e di responsabilità nel lavoro.
P. Lino era una persona preparata: leggeva, studiava, teneva corsi e ritiri a laici, consacrati e presbiteri. Diventando anziano aveva domato alcuni limiti del suo carattere ed era diventato sapiente. Non era vanitoso e, quindi, io mi avvicinavo a lui sicuro che non mi avrebbe trattato con superiorità, ma come un padre. È stato un uomo e missionario di preghiera. Mi diceva che nella preghiera aveva trovato la forza per partire per la missione in Burundi e che il Signore gli aveva fatto il più bel regalo della sua vita.
Carissimo p. Lino, riposa in pace. Intercedi per noi. Il Signore ti ricompensi.







