Sì alla cultura dell’incontro
Gentilissimi,
vi scrivo dopo aver appena ricevuto e aperto il vostro calendario, dedicato alla speranza e a com’è vissuta nelle varie missioni saveriane. È proprio un tema centrale per la vita di tanti… Grazie per questo dono. Lucia, Siracusa
E noi il ‘grazie’ lo giriamo volentieri a papa Francesco che ha deciso di mettere la Speranza al centro dell’evento giubilare che si apre proprio alla vigilia di Natale. Non contenti ci abbiamo dedicato il paginone centrale, perché tutti i contributi arrivati non potevano essere contenuti nel nostro calendario. Ci auguriamo di poter tornare nel corso del 2025 a parlarvi di questa virtù (magari per capire come si sta vivendo il Giubileo nel mondo) che spesso è sulla bocca di tutti noi, ci appartiene, tanto che quasi è diventato un intercalare… A questo proposito, leggiamo le parole del Papa.
“Nel mondo attuale i sentimenti di appartenenza ad una medesima umanità si indeboliscono, mentre il sogno di costruire insieme la giustizia e la pace sembra un’utopia di altri tempi. Vediamo come domina un’indifferenza di comodo, fredda e globalizzata, figlia di una profonda disillusione che si cela dietro l’inganno di una illusione: credere che possiamo essere onnipotenti e dimenticare che siamo tutti sulla stessa barca. Questo disinganno, che lascia indietro i grandi valori fraterni, conduce a una sorta di cinismo. Questa è la tentazione che noi abbiamo davanti, se andiamo per questa strada della disillusione o della delusione. L’isolamento e la chiusura in sé stessi o nei propri interessi non sono mai la via per ridare speranza e operare un rinnovamento, ma è la vicinanza, è la cultura dell’incontro. L’isolamento, no; vicinanza, sì. Cultura dello scontro, no; cultura dell’incontro, sì (Fratelli Tutti, 30).
È giunta come un fulmine a ciel sereno la notizia della scomparsa di p. Modesto Todeschi, missionario che abbiamo avuto l’onore di conoscere e supportare nella sua missione in Burundi. L’anno scorso l’ultima sua visita a scuola, dove aveva incantato bambine e bambini con la sua allegria e semplicità. Ora riposa in Burundi, come era suo desiderio. A tutta la congregazione le nostre più sentite condoglianze.
Cristina Mattevi - Referente scuola primaria “G. Dalla Fior”, Baselga di Piné (TN)
G. ma Cristina,
la notizia della morte di p. Modesto SPERAVAMO proprio non fosse vera. Ci mancheranno le sue lettere, i suoi racconti, la sua vita da missionario autentico e appassionato. Ci teneva al nostro giornale, apprezzandone i contenuti. Il suo lavoro in Burundi non andrà perduto, per questo ha ancora bisogno di voi. Create un ponte solido tra il Trentino, di cui era originario, e il Burundi. Fatelo nel suo nome.








