Il parlamentino dei saveriani
A Tavernerio, per migliorare la nostra missione
Puntualmente, alle ore 16 di lunedì 18 giugno, i 47 "delegati" al Capitolo generale dei missionari saveriani erano presenti all’appello del superiore generale p. Rino Benzoni, nella "sala capitolare" della casa saveriana di Tavernerio, non lontano da Como.
La casa è circondata da un bel parco, con centinaia di alberi anche secolari, alla base del Montorfano, e un campo da calcio con tappeto verde tenuto impeccabilmente a norma dai "tagliaerba" p. Ballabio e p. Bertazza. C’è anche un orticello, curato da p. Caretta, con cornetti, insalate, melanzane e cavoli; la bella piantagione di pomodori "cuor di bue", invece, è andata in malora per un virus sconosciuto e inclemente, proprio mentre il "missionario contadino" era in pellegrinaggio a Medjugorje. Cose che capitano, in tutte le migliori famiglie!
Conosciamoci!
Dopo l’appello e la preghiera allo Spirito Santo, la celebrazione dell’Eucaristia e la cena inaugurale, ci siamo trovati in cerchio, sulle sedie di plastica bianca, nello spazio aperto del cortile. Ci siamo presentati, uno ad uno: nome, cognome, nazione di nascita e di provenienza, attività passate e attuali… cosette utili per fare una prima conoscenza tra noi.
Siamo una famiglia, ma non tutti ci conosciamo. Molti ci vediamo per la prima volta. Veniamo da quattro continenti, 20 nazioni, 21 delegazioni. Siamo di età perse: il più giovane ha 36 anni; il più anziano ne ha 72. Ventisette "delegati" partecipano al Capitolo generale per la prima volta: hanno bisogno di capire le regole del nostro parlamentino un po’… speciale.
Altri invece le conoscono già, perché hanno partecipato varie volte. I nostri - per così dire - "senatori a vita" sono p. Ferrari e p. Zucchinelli, a pari merito con 6 partecipazioni, ma con perso peso. Padre Gabriele stesso ha detto: "Mi sento come Sancio Pancia vicino a don Chishotte!". Segue p. Franco Sottocornola, che ha partecipato 5 volte, ma è il più anziano per età e per vita religiosa.
Incarichi… parlamentari
L’incarico di spiegare a tutti, giorno per giorno, cosa si fa, come e perché… spetta proprio a p. Luigi Zucchinelli, eletto segretario capitolare, coadiuvato dal nuovo vice brasiliano p. Roberto Marques, che così impara la tecnica.
Sono stati eletti tre "moderatori": p. Sottocornola, p. Brentegani e p. Peguero. A turno, dirigono i dibattiti in aula: controllano che tutti siano presenti, danno e tolgono la parola, mantengono l’ordine e l’orario. Ci sono anche gli addetti alla stampa e ai rapporti con il mondo esterno: p. Storgato, aiutato da p. Serrano. Scrivono le notizie sul Capitolo, che vengono spedite in tempo reale, per posta elettronica, a tutte le comunità saveriane sparse per il mondo.
I due più giovani, p. Faustino (friulano) e p. Vitus (indonesiano) sono i nostri "velocisti": raccolgono e contano i voti, per alzata di mano o in segreto, con voto scritto su carta. Non siamo ancora arrivati ai… pulsanti elettronici! Infine, ci sono tre "operai esterni" - Flores, Peguero Junior e Rossi - che scrivono e leggono i verbali di ogni "seduta".
Tutti in aula, per le "sedute"
La grande sala al quarto piano è pronta ad accogliere "i capitolari". Al centro, c’è la sacra Bibbia, che ispira tutta la nostra vita di missionari consacrati all’annuncio della Parola di Dio alle genti. Dietro il grande "tavolo di presidenza", risaltano le immagini venerate del Crocifisso, del beato Conforti e del Saverio, con la scritta, "la carità di Cristo ci sospinge". In fondo alla sala, in mezzo alle bandiere delle nazioni in cui viviamo e lavoriamo, i volti dei saveriani martiri ci accompagnano e sostengono.
A rappresentare il coraggio della fede vissuta dai popoli che hanno accolto il vangelo di Cristo, sono esposti due simboli che provengono dal Giappone: lo stendardo della confraternita dell’Eucaristia dei cristiani di Shimabara, penuto "la bandiera" dei cristiani perseguitati per tre secoli (1597 – 1873), con decine di migliaia di martiri; e la grande medaglia della Madonna che i giapponesi dovevano calpestare come segno di rifiuto della fede cristiana.
In questa "aula", noi saveriani abbiamo svolto i nostri incontri, con l’unico obiettivo di continuare ad essere missionari di Cristo in mezzo all’umanità di oggi.








