Il nostro dialogo senza frontiere
Cinque nuovi arrivati alla teologia di Parma.
In quest'anno scolastico 2012-2013 siamo stati benedetti dall'arrivo di cinque nuovi studenti saveriani da cinque nazioni, per continuare la formazione e studiare teologia. Lo spirito di san Guido Conforti si realizza ancora nella nostra comunità internazionale di Parma: il mondo in una sola famiglia.
Progetto comunitario di vita
Tutti insieme, inclusi i formatori (il rettore p. Ulisse, il vice p. Ernesto, il padre spirituale p. Gino e il confessore p. Giuseppe), dal 10 al 15 settembre ci siamo radunati a San Pietro Vincoli (RA) per fare la programmazione comunitaria. Con noi c'era anche il nuovo superiore d'Italia p. Rosario.
Con la preghiera ci siamo messi a disposizione del Signore e abbiamo messo il nostro progetto di vita nelle mani di Dio. Padre Rosario ha parlato sul tema della fede in Cristo, che ci chiama ad abbandonarci completamente in Dio. Padre Ulisse ha insistito sul tema dell'ascolto: l'ascolto di noi stessi e degli altri, della parola di Dio e della realtà sociale in cui viviamo.
Siamo una comunità composta da giovani di sette nazionalità diverse. Quindi non manca il dialogo senza frontiere, di cui parlava il grande cardinale Martini: "Il dialogo senza frontiere tra razze, tra uomini di diverso colore e provenienza; il dialogo tra persone differenti per età e per salute; il dialogo come accettazione dell'altro in atteggiamento di riconoscimento e stima, di aiuto e servizio...".
Ma diamo spazio ai cinque nuovi arrivati per presentarsi a voi, cari amici e amiche.
Arnaldo, dal Camerun
Mi chiamo Giegue Tametsop Arnaud, camerunese di 25 anni. Sono il terzo di sei figli. Due circostanze sono state alla base del mio desiderio di consacrarmi al Signore. All'età di quindici anni, dopo aver fatto una rilettura personale della mia infanzia, ho sperimentato quanto il Signore sia stato buono con me: mi ha dato una famiglia in cui ho avuto una buona testimonianza di fede, una buona educazione e istruzione cristiana. A questo amore ho sentito di rispondere consacrandomi totalmente al Signore.
Inoltre, la mia vocazione è dovuta alla testimonianza ricevuta da alcuni saveriani che ho avuto modo di conoscere nella mia parrocchia; in particolare p. Giovanni Montesi e p. Sergio Favarin. La loro semplicità di vita e il loro zelo per il vangelo e per la missione mi hanno affascinato. In loro ho riconosciuto la risposta al mio desiderio di consacrarmi al Signore. Così, il 1° ottobre 2007, ho cominciato il mio cammino di formazione con i saveriani, a Douala. Dopo aver studiato filosofia a Bafoussam, sono andato a Kinshasa per il noviziato e il 15 agosto 2012 ho fatto la prima professione dei voti.
Sono a Parma per continuare la mia formazione. Confido sempre nel Signore, che mi mantenga fedele al suo servizio con l'intercessione della Vergine Maria e di san Guido Conforti.
Ferdinando, dall'Indonesia
Sono Ferdinandus Supandri e vengo dall'Indonesia. Sono nato il 14 ottobre 1983 a Nunang, nell'isola di Flores, quarto di sei fratelli. Nell'agosto 2005, sono entrato tra i saveriani a Yogyakarta per la prima tappa di formazione come aspirante; poi a Jakarta ho fatto il noviziato per due anni e ho studiato filosofia fino a maggio scorso. Il 1° settembre 2012 sono arrivato in Italia per studiare teologia. Ma, prima di tutto, devo imparare la lingua Italiana.
Voglio rispondere alla chiamata del Signore e diventare sacerdote missionario nella famiglia saveriana. Due situazioni mi convincono della chiamata del Signore: la prima è che mi sono sentito molto amato dai confratelli e ho trovato e ricevuto la fraternità di tanti missionari; la seconda, è la vita del nostro fondatore san Guido Conforti, che mi aiuta a conoscere e a vivere la volontà di Gesù Cristo.
Mosè, dalla Sierra Leone
Mi chiamo Moses Saffa Turay. Sono nato in Sierra Leone, a Yonibana, una piccola città a nord del Paese. Sono stato battezzato da p. Piero Lazzarini, un saveriano che lavora nella diocesi di Makeni. Sono il maggiore di sei figli e i miei genitori, John e Agnes, sono insegnanti. Ho frequentato un corso di quattro anni in filosofia e scienze umanistiche con i saveriani presso il seminario maggiore di Freetown.
Sono entrato tra i saveriani dopo due anni di esperienza come insegnante. Avevo incontrato lo studente saveriano Simon Kabba Koroma, nel 2005: lui svolgeva il lavoro pastorale presso la parrocchia "St. Peter" e io servivo all'altare come chierichetto.
Una domenica mattina dopo la Messa, Simon aveva parlato ai ragazzi della vocazione alla vita missionaria, raccontando che san Guido Conforti era stato attratto dal Crocifisso. Ci aveva lasciato l'invito a seguire Gesù come cristiani, oppure ad annunciarlo dappertutto nel mondo, come fanno i saveriani. Ero commosso e motivato dalla sua testimonianza e dal modo di presentare se stesso e la vita dei missionari.
Quel giorno ho riflettuto e pregato. Poi ho scritto a p. Eugenio Montesi, che era rettore della filosofia a Kissy, Freetown, per essere ammesso. Da quando ho conosciuto i saveriani, sono cresciuto nella vita cristiana e religiosa. Ne ringrazio il Signore e la Vergine Maria. Desidero anche benedire chi mi sta aiutando nel mio cammino formativo e le persone che mi accompagnano.
Diodonato, dal Congo
Sono Djalengo Tcheda Dieudonne, congolese, nato a Goma nel 1986. Da giovanissimo ho frequentato il movimento "Xavéri", fondato da p. Georges Defour dei missionari d'Africa. È da allora che ho sentito parlare dei saveriani e del loro carisma missionario. Alcuni di loro, infatti, erano cappellani del nostro movimento "Xavéri". Il desiderio della vita consacrata e missionaria è nato da questo incontro con loro.
Dopo un periodo di discernimento vocazionale, sono stato ammesso a iniziare la formazione nella comunità di Panzi, dove ho frequentato tre anni di filosofia. Ho poi fatto il noviziato e la prima professione dei voti religiosi a Kinshasa. I superiori mi hanno destinato a Parma per proseguire la formazione e gli studi in teologia.
Alessandro dal Perù
Sono Alexander Roman García, peruviano. Ho conosciuto i saveriani presenti in Colombia nella chiesa del "Divino Niño", nella città di Neiva, dove svolge il ministero sacerdotale mio zio, p. Gerardo Cordova. Nel 2005 p. Enzo Tonini, animatore vocazionale dei saveriani in Colombia, era venuto per fare animazione missionaria ai giovani di Neiva. Proprio in quell'occasione ho avuto la fortuna di conoscerlo. Lui rispose alle mie domande sulla missione e sui missionari. Padre Enzo mi presentò il carisma dei saveriani e la passione per il mondo, caratteristica della famiglia saveriana.
Per conoscere meglio i saveriani, partecipai a un incontro a Cali con altri giovani provenienti da varie città colombiane. Dopo quell'incontro, rimase in me la curiosità di conoscere di più la vita missionaria. Cominciai così un percorso di accompagnamento vocazionale che durò circa un anno e mezzo. A febbraio 2007 sono entrato tra i saveriani a Medellin, città in cui ho studiato filosofia. Poi sono stato inviato in Messico per fare il noviziato.
Qualche mese fa ho emesso la prima professione dei voti in Messico. Dopo un breve periodo di vacanza in Perù, dove abita la mia famiglia, sono partito per l'Italia: a Parma continuerò la mia formazione studiando teologia.







