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Ringraziamo l’autore di questa riflessione, un caro amico di Simaxis (OR), sofferente di malattia progressiva, scritta al ritorno dal suo ultimo pellegrinaggio a Lourdes.

Eccomi a casa a svuotare la valigia. Questa volta credevo di aver portato poco; invece mi sono accorto d’aver portato la mia anima da purificare. Nello sguardo e nel sorriso verso tutti, sentivo il mio amore fraterno che si stampava in coloro con cui mi incontravo e sentivo la gioia di essere amato da Dio.

Bagaglio di speranze e fede

Ho riportato le lacrime e le mancanze di fiducia, le debolezze e le promesse non mantenute. Mentre aprivo la valigia, vedevo, e ne sentivo la presenza, la Mamma celeste che mi concedeva la grazia di avermi perdonato l’insieme delle mie mancanze.

Ecco cosa mi sono portato a casa: un bagaglio forte di speranze e di fede, che si è rafforzata. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato a raggiungere la meta prefissata: a iniziare dall’Oftal, la mia famiglia, mia moglie che mi è sempre stata vicino in questa tormentata malattia, gli amici che mi hanno accolto a braccia aperte e gli assistenti spirituali che, con la loro parola, mi hanno fatto capire ancora di più la parola di Dio.

Come un’unica famiglia

Ho portato me stesso e tutte le intenzioni che mi sono state affidate, prima di partire, da parte di famigliari e amici. In questo modo siamo diventati una sola famiglia. Ogni istante che trascorrevo in quella grotta santa, il mio pensiero volava verso il Signore a chiedere aiuto per tutti noi e per coloro che non potevano avere la forza e la fortuna di essere lì, dove l’Immacolata Concezione è apparsa per volere di Dio a quella piccola creatura di Bernadette.

Ho lasciato il mio pensiero alla Mamma celeste, chiedendole che la sua mano santa la posasse sul capo di tutti noi sofferenti e di coloro che si prendono cura di noi, perché senza di lei nel cuore nulla è possibile, mentre con lei nel cuore tutto è possibile. In particolare ho ricordato i medici e gli assistenti che collaborano con loro e tutti quelli che si prendono cura di noi: il Signore li protegga.

Andare a Lourdes significava per me riavere la gioia che si prova a pregare ancora una volta in quella grotta santa e trasmettere con le mie semplici parole l’amore a Dio e alla Mamma celeste.

Ora che il mio posto è qui a casa mia, diffonderò tutta quella gioia che si prova a essere stato accanto alla Madre di Dio e nostra, e pregare per chi soffre.

Madonnina mia, ti voglio bene; ho portato la tua speranza e il tuo amore, che mi hai consegnato, per distribuirlo a chi soffre perché abbiano a vivere un giorno migliore.



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