Il Brasile dei poveri ricchi
Molti mi hanno chiesto come ho trovato il Brasile, nell'ultima mia visita di fine 2009. La domanda è naturale, ma la risposta non è facile. Posso dire che, purtroppo, le sette religiose continuano la loro marcia trionfale: hanno eletto deputati e senatori in parlamento; conquistano i potenti dell'industria e del commercio, e perfino dello sport. Anche Kakà, il calciatore plurimilionario del Real Madrid, appartiene a una setta; speriamo che paghi la decima del suo salario, per la fortuna della sua comunità religiosa.
In generale, fiorisce il malcostume dei politici di rubare, mentre il presidente Lula prova a mantenere la promessa di aiutare i poveri. Ai nullatenenti sta donando una casetta; offre medicine e assistenza medica gratis, una cesta di cibo e un assegno mensile per sbarcare il lunario. C'è il pericolo che il povero si accontenti e non cerchi più di lavorare? Eppure, nelle regioni ricche del Brasile meridionale è difficile trovare semplici manovali o trovare manodopera femminile per lavori domestici nelle famiglie.
E la chiesa? Continua il suo cammino di pellegrina sulla terra, condividendo problemi e speranze che non saranno deluse, se costruite su Colui che è la certezza e la realizzazione del suo mistero di salvezza.
Suor Diva di Curitiba ringrazia le famiglie di Bollate che hanno adottato le ragazze orfane o abbandonate, assicurando la preghiera delle "sue figlie".
Per i 25 anni della parrocchia di Cantagalo (Brasile), p. Franco ha celebrato la Messa tra i suoi ex parrocchiani. Durante la costruzione della chiesa qualcuno aveva chiesto: "Quando riuscirete a riempire una chiesa di 1.600 mq?". Beh, quel giorno la chiesa era stracolma!
Nel cimitero di Cantagalo, p. Franco prega sulla tomba di p. Pietro Lamanna, pastore di questa comunità prima che diventasse parrocchia.








