Il Messaggio /2: ''Avrei voluto bussare a ogni porta…''
Fin dall'inizio, nel programmare la visita in Brasile, il mio desiderio era di poter visitare tutti i rioni di questa nazione. Avrei voluto bussare a ogni porta, dire "buongiorno", chiedere un bicchiere di acqua fresca, prendere un "cafezinho", parlare come ad amici di casa, ascoltare il cuore di ciascuno, dei genitori, dei figli, dei nonni... Ma il Brasile è così grande!
Fin dal primo momento in cui ho toccato la terra brasiliana e anche qui in mezzo a noi, mi sento accolto. Ed è importante saper accogliere. Lo dico perché quando siamo generosi nell'accogliere una persona e condividiamo qualcosa con lei - un po' di cibo, un posto nella nostra casa, il nostro tempo - non solo non rimaniamo più poveri, ma ci arricchiamo.
E il popolo brasiliano, in particolare le persone più semplici, può offrire al mondo una preziosa lezione di solidarietà, una parola spesso dimenticata o taciuta, perché scomoda. Non stancatevi di lavorare per un mondo più giusto e più solidale! Nessuno può rimanere insensibile alle disuguaglianze... Non è la cultura dell'egoismo, dell'individualismo, a regolare la nostra società, ma la cultura della solidarietà! Non lasciamo, entrare nel nostro cuore la cultura dello scarto!
Non c'è né vera promozione del bene comune, né vero sviluppo dell'uomo, quando si ignorano i pilastri fondamentali che reggono una nazione: la vita, la famiglia, l'educazione integrale, la salute, la sicurezza.
Cari giovani, non scoraggiatevi mai, non perdete la fiducia, non lasciate che si spenga la speranza. La realtà può cambiare, l'uomo può cambiare. Cercate voi per primi di portare il bene, di non abituarvi al male, ma di vincerlo con il bene.
Non siete soli, la chiesa è con voi, il Papa è con voi.
(Visita alla quartiere di Varginha)








